Hanno ammazzato Bruno...
Hanno ammazzato l'orso bruno che da un paio di mesi scorrazzava in Baviera dopo aver "sconfinato" dall'Italia.
Dopo che la Germania aveva speso 30.000 Euro (trentamila!!) per pagare 4 "cacciatori professionisti" finlandesi che per 2 settimane l'hanno cercato per boschi e per valli senza successo, in sole 4 ore, da quando il Governo del Land bavarese ha dato il permesso di sopprimerlo, un simpatico cacciatore tedesco l'ha trovato e da 150 m gli ha infilato una palla di fucile nel cranio.
E così "Bruno" (come era stato ribattezzato l'orso) è morto. "Senza soffrire" hanno dichiarato le autorità tedesche. Immagino che pensino che si sia anche divertito. Vorrei vedere l'avessero pure fatto soffrire!
L'orso era colpevole di aver ucciso alcune pecore (valore: poco più di 2000 Euro) e di essersi rivoltato ringhiando un po', dopo che tre turisti cretini l'avevano inseguito per due ore. Non li ha mica aggrediti... gli ha solo ringhiato. Che se poi li avesse aggrediti...be', voglio dire...sarebbe stata selezione naturale, secondo me. Se tu sei così deficiente da inseguire per due ore ridacchiando una bestia di 2 metri e mezzo per un quintale e qualcosa di peso, con zanne in grado di aprire in due una staccionata di legno e denti lunghi come un mio dito, secondo me se finisci a striscioline sottili e diventi la portata principale della cena della bestia in questione...come minimo un po' di colpa ce l'hai... E comunque non sarebbe stata una grande perdita.
Pare che lo sport locale dei bavaresi fosse sparargli pallettoni di gomma addosso quando si avvicinava a una fattoria. Giusto e sacrosanto, visto che a nessuno piace l'idea di avere un orso per vicino di casa. E poi ammazzava le pecore. Il che a un agricoltore non piace (e nemmeno alle pecore, probabilmente). In fondo il pallettone di gomma è un modo "civile" di allontanarlo.
E mi ha fatto venire un'idea: anche i cacciatori si avvicinano alle fattorie e sono molto pericolosi. Voglio dire: degli imbecilli con dei grossi fucili carichi in mano sono sempre un pericolo, no? E anche loro ammazzano animali. Quindi perchè non spariamo anche contro di loro dei pallettoni di gomma (o per variare un po' dei pallini a sale che sono più piccoli e bruciano di più)? Bruno (l'orso) dopo un po' di pallettoni ha imparato a starsene lontano dalle fattorie. I cacciatori probabilmente sono meno intelligenti dell'orso e ci vorranno più pallettoni prima che capiscano, ma è un investimento che vale il risultato secondo me. Magari al decimo pallettone che si prendono nel culo, smettono di andare in giro a sparare con buona pace di tutti.
Al di là di quest'idea (che trovo molto utile), mi riesce difficile capire perchè, visto che è pure una specie in via di estinzione, all'orso bruno abbiano sparato nel cranio una pallottola vera, anzichè usare un proiettile soporifero. Non si poteva evitare di ammazzarlo? Boh...
Confido che il paradiso sia un posto pieno di animali (altrimenti mi rifiuto di entrarci) e che lì gli orsi abbiano un sacco di miele a disposizione. E confido che ci sia un inferno per i cacciatori e i politici tedeschi, con un sacco di orsi e nessun fucile...
S@rk@stiko
FAVOLA JAZZ
Be', ragazzi, lasciate che mi versi un altro dito di questo miracoloso distillato e vi racconterò quello che volete sapere... E' accaduto molti e molti anni fa, da qualche parte nelle terre su a Nord, dove il vento soffia dentro le teste degli uomini e la neve gela anche i sentimenti... Aah, questa roba brucia come il fuoco, ragazzi, e prima o poi mi porterà dritto dritto al creatore, ma non certo questo bicchiere... Dove eravamo rimasti? Ah, si, a quell'epoca viveva lassù, in quella terra dimenticata da Dio, una giovane donna. Avreste dovuto vederla, ragazzi...pagate, pagate il signore e ditegli che lasci qui la bottiglia che raccontare mi secca la gola... i suoi occhi erano neri come le braci dell'inferno,i suoi capelli scuri come le penne del corvo e lunghi...tanto lunghi che quando il vento delle colline li agitava, sembrava che le onde del mare ballassero tra quelle chiome! Mica come quelle sciaquette che si vedono oggi, quelle dietro cui perdete le bave... non dite di no, ragazzi, il vecchio O'Bannon (che poi sarei io) non ci vede bene,ma basta annusarvi per capire cosa pensate... No, ragazzi - tieni giù le mani dal mio bicchiere bambino, non è roba per te quella! Ordinati una coca-cosa o come si chiama, piuttosto, che magari le bollicine ti ammazzano i brufoli, oltre al fegato, e lasciami raccontare! - La giovane Hetta, così si chiamava quella fanciulla era tanto bella che quando camminava per il paese leccando un gelato, tutte le teste dei vecchi si muovevano a tempo e più di uno di loro brucerà all'inferno, adesso, per i pensieri che ci ha fatto a quel tempo, parola mia giovanotti, parola mia... Non c'era maschio, giovane o vecchio, del paese che non le tenesse gli occhi addosso a Hetta e tutti erano pronti a fare qualsiasi cosa per lei, anche a uccidere. E forse qualcuno lo ha fatto, forse... Comunque sia c'è una vecchia ballata, da queste parti...
Leggi il resto sul nuovo sito Mago Di Ozio, che ha sostituito questo blog! --->
PAUSAPRANZO SI E' TRASFERITA
Gentili e affezionati lettori, dopo 2 anni di indefesso lavoro (okay, un post in media al mese non è esattamente un lavoro "massacrante", ma se considerate che potevamo utilizzare soltanto le pause pranzo per scrivere...) ci meritavamo una PROMOZIONE.
I nostri finanziatori (un trust privato di cui sono soci, tra gli altri Murdoch, La Telecom, il Tesoro, la Confindustria, le Coop e un mitomane che si spaccia per Presidente Operaio di cui non ricordo il nome...), felici degli splendidi risultati raggiunti (9000 lettori da quando abbiamo messo il counter...un po' meno di un bollettino parrocchiale, ma molto di più di un annuncio funebre su "L'Eco del Chisone") hanno deciso di continuare a credere in noi e hanno creato: "Il Mago Di Ozio", un portale nè verticale, nè orizzontale, bensì "sdraiato" che da oggi in poi ospiterà i delir...gli splendidi argomenti che fino ad ora erano ospitati su questo blog.
I vantaggi, come è ovvio, sono enormi. Niente pubblicità, molte foto, possibilità di registrarsi per ricevere contenuti extra (tipo gli auguri di Pasqua...per ora è l'unico contenuto extra che ci sia venuto in mente!), accesso bilingue (nel senso che potete registrarvi anche in inglese, poi la cosa finisce lì) e ovviamente tutte le funzionalità di Pausapranzo (con un'unica differenza: finalmente Mago Di Ozio si vede anche con Mozzilla!!) .
Naturalmente il programma della nostra redazione per questo "nuovo corso" che inizia oggi è ampio e articolato e avrà al centro un argomento tanto fondamentale quanto finora trascurato: "L'Ozio".
Questa meravigliosa condizione dell'uomo che consiste nel non fare un accidente da mattina a sera e vivere molto al di sopra dei propri mezzi.
Grazie al Mago di OZio indagheremo ogni risvolto di questa positiva e creativa attitudine umana, che nei secoli ha apportato benefici incommensurabili all'umanità (be'...non sappiamo se a tutta l'umanità, ma di certo agli oziosi si) e insegneremo a chi si sente oppresso dalla moderna civilità del lavoro, come si può guarire dallo stakanovismo, come si può giacere pigramente su un'amaca anche per 18-20 ore al giorno senza farsi venire odiosi mal di schiena e quali sono gli strumenti, oltre al telecomando e al telefono wireless per chiamare la pizza a domicilio senza alzarsi dal letto, che permettono a noi oziosi di vivere al meglio le nostre giornate e andare (tornare? Restare?) a letto felici alla sera, consci di aver contributo, con il nostro relax, a rallentare l'entropia dell'Universo. (Mica pizza e fichi!)
So che vi domanderete: "ma se siete oziosi, perchè vi sobbarcate tutto questo lavoro?". Ce lo siamo chiesto anche noi e le risposte che ci siamo dati sono due. La prima e più ovvia è: "Perchè vi vogliamo bene!", quella sincera, invece, è: "per conoscere delle ragazze". Che è l'unico motivo che può indurre un uomo sano e ben disposto a fare delle cose stupide e inutili come vincere una medaglia olimpica o andare sulla luna o cose persino più faticose come rinunciare al Martini o non ordinare il secondo doppio cheeseburger con cipolla dopo le patatine fritte!
Vi aspettiamo dunque su Mago Di Ozio numerose e numerosi come le formiche nella nostra dispensa!
Ciao a Tutti!
S@rk@stiko, Morpheus, Von Findus e tutto il resto della squadra...
HO VISTO COSE CHE VOI UMANI...
Torino e i XX Giochi Olimpici Invernali
Questo testo non l'ho scritto io, ma rende perfettamente l'idea dell'atmosfera che c'è a Torino in questi giorni, durante le Olimpiadi Invernali. Ogni commento è superfluo:
Questi occhi hanno visto cose che voi umani non potete neanche
immaginare...
ho visto italiani mettere il tricolore alla finestra ma non rendersi
conto che attaccato all'asta non ci va il rosso
ho sentito gente chiedere quale fosse la "canzone" cantata dalla bambina all'inaugurazione
ho sentito altri rispondere che quella "canzone" è l'Inno di Mameli
ho sentito ribattere che "tanto me lo scarico da Internet..."
Però ho anche visto ragazzini con le lacrime agli occhi mentre lo ascoltavano alle premiazioni (e sono venute anche a me)
Ho visto il Presidente Ciampi tenere il discorso di benvenuto agli
atleti là dove, qualche mese fa, si diceva "venghino signori venghino! Le cassette di mele ve le metto a 1 euro e poi me ne
vado..."
ho sentito mia nonna spiegare a un canadese che la bagna
cauda " a l'è mej d'i sanguiss cun la sautisa e la maioness"
ho visto gente allagare casa e poi aprire le porte del frigorifero per giocare a curling in cucina
ho visto gli spazzini alle 2 di notte
ho visto i tram passare ogni 3 minuti
ho capito che se il Trentino fosse Stato indipendente, col cazzo che vinceremmo medaglie
ho capito che "Casa Russia" non è solo un film
ho sentito due tedeschi parlare in inglese con un giapponese e commentare che "yesterday Bode Miller wasn't so good"
ho visto gente (di chiare origini bolzanine) stare in coda delle
ore per il concerto di "Cianne Morand"
ho visto il mio macellaio organizzare un torneo di short track nella cella frigo
ho sentito un russo dire che "io Villaggio Olimpico bello così mai visto in vita mia"
ho sentito un californiano dire che dell'Italia conosceva solo Roma e Firenze ma Torino "anche se first time qui, mi piace molto molto molto"
ho capito il vero spirito olimpico: una bandiera keniota a un balcone del Villaggio Olimpico
ho visto i torinesi tornare ad amare la loro città
ho capito che per 16 giorni possiamo fregarcene se al
telegionale i polli hanno il raffreddore, Prodi e Berlusconi si rigano la macchina e degli scalmanati vogliono bruciare il mondo per dei fumetti danesi mal riusciti
ho visto gente parlare altre lingue
innamorarsi dei luoghi della mia città
e di questo, forse, ne sono un po' geloso perchè, parafrasando Culicchia,Torino è casa mia
ho visto gente in attesa per ore commuoversi per il passaggio di un uomo in tuta con in mano una torcia fiammeggiante
ho visto gente passare in Corso IV Novembre ed essere inesorabilmente attratta ad alzare la testa per guardare il Braciere Olimpico ed essere orgogliosa di essere lì
ho sentito un giornalista televisivo pelato e con gli occhiali passare la linea da Casa Italia a "Palazzo" Valentino. (Lo dico per quegli sfortunati che non abitano a Torino: Il Valentino è un parco...NdR)
ho visto gente accorrere in piazza per festeggiare a occhi lucidi,
sventolare la bandiera e cantare "Fratelli d'Italia" per un meranese che ha vinto l'oro
E ... tante altre cose ci sono ancora da vedere, sentire e capire.
LETTURE DA TEENAGER...
L'altro giorno, a casa di amici, mi è capitato di sfogliare "Girlfriend" un mensile per adolescenti pieno di rubriche educative e adatte a un pubblico minorenne ed inesperto della vita, tipo: "Come tornare ad indossare i vostri jeans attillati dopo le abboffate di Natale" o "Tutti i segreti del più strafigo del momento".
Insomma, quanto serve per trasformare la vostra adorata figliola tredicenne, con i boccoli e l'apparecchio, in una tigre del ribaltabile assetata di sesso, oppure, se vi va male, metterle addosso tanti e tali complessi che il "bambino dei lupi" di Freud, in confronto, sembrerà un tranquillo ragioniere di provincia.
Mentre sfogliavo con "colta benevolenza" (tanto per citare Guccini e datarmi subito da quel sorpassato oltretrentenne che sono) la rivista (pardon: "magazine", che rivista non si usa più) sono incappato in un articolo che mi ha aperto nuovi orizzonti e messo addosso angoscianti dubbi. Non arriverei a chiamarli "esistenziali", ma è lo stesso roba da non dormirci la notte, credetemi.
L'articolo si intitolava: "Anche i boys hanno i vostri stessi problemi!".
Consentitemi una nota: se qualcuno di voi vecchiacci bavosi non l'avesse capito, i boys sono i ragazzi.
Proprio i "ragazzi-ragazzi", non quei garzoncelli che trascinano le vostre sacche da golf per i campi per pochi Euro l'ora. Quelli si chiamano "boy", ma non sono ragazzini, sono disoccupati di Mirafiori, nati nel quartiere Zen a Palermo, vi odiano e stanno aspettando soltanto l'occasione giusta per stramazzarvi a bastonate con un "ferro da 2" appena vi chinerete a cercare la pallina in un boschetto sufficientemente isolato.
L'articolo invece parlava proprio di ragazzini, di adolescenti insomma, quelli che fra qualche anno vostra figlia vi presenterà e voi reprimerete a stento la tentazione di gettare a calci fuori di casa urlando "levale gli occhi di dosso, porco!".
La brillante trattazione era una sorta di riedizione de "L'esperto risponde" in chiave sessuale ed esplorava, con estremo rigore scientifico, i dubbi sul sesso di una banda di fanciullini in piena tempesta ormonale. LE domande che i giovinastri in questione ponevano all'esperto della rivi...magazine erano inquietanti e gettavano una luce nuova sia sulle giovani generazioni, sia su una serie di questioni nelle quali anch'io mi sono arrovellato per anni, prima di scoprire questa fantastica pubblicazione. Vediamone alcune:
Luca M. chiedeva: "Come posso sapere quando la mia girl (sic!) raggiunge l'orgasmo?".LA risposta dell'illuminato pedagogo autore dell'articolo era: "Chiediglielo". Ma come: "chiediglielo"?! Io ho sempre pensato, in tutti questi anni di più o meno onorata carriera di maschio, che quando lei ululava come un lupo alla luna, si avvinghiava alla mia schiena strappandomi brani di pelle che ci avrebbero messo mesi a ricrescere, perdeva le bave e alla fine stramazzava sul letto con il fiatone, dicendo "Wow!" o qualcosa di altrettanto idiota, potesse essere un discreto indizio del fatto che si fosse divertita. (Questo naturalmente, all'inizio. Adesso mi accontento che smetta di guardare la televisione per un paio di minuti e che posi il lavoro a maglia a fianco del letto nel momento clou...).
Uno, in quei momenti lì, mica ha la presenza di spirito di chiedere ogni tre minuti (be', diciamo mezzo minuto, che almeno uno fa la domanda un paio di volte): "stai raggiungendo l'orgasmo, dear?". Io tendo al più a sbavettare un po' e a grugnire per lo sforzo...articolare una domanda è decisamente superiore alle mie possibilità.
Per di più l'aspirante Montessori, aggiunge: "Sai che a volte le donne simulano l'orgasmo per farti piacere?". MA COME?! Questa è una (dolorosa) scoperta che si fa (almeno nel mio caso) intorno ai 27-28 anni e che ti costa mesi di dubbi...e tu la spiattelli così, con leggerezza a un adolescente in piena tempesta ormonale, alle soglie del suo primo rapporto? Ma ne fai un impotente, per Dio!
Matteo T. invece aveva dubbi più basilari: "Anche il pene cresce con l'età?" Il Mengele dei giovani lo tranquillizzava: "Si, come qualsiasi muscolo (da quando in qua il pene è un muscolo?) anche il pene cresce, fino circa ai 16 anni. La lunghezza normale è intorno ai 14-15 cm".
No, calmi...non assumete quello sguardo sgomento e non pensate subito a farvi dare dal vostro collega l'indirizzo di un andrologo. Mengele sbaglia, ho controllato. Fino a 8 si è del tutto nella norma, state tranquilli.
Ma qualcuno, per favore, lo dica a Matteo T. che già adesso è complessato, a giudicare dalla domanda...figurati se gli viene solo di 10!
Marco F. invece, poneva una domanda che tutti i maschi si pongono più volte nel corso della loro vita: "Come faccio a convincere la mia girl (a-ri-sic!) ad avere un rapporto con me? Io vorrei tanto, ma lei non vuole". Ora: immagino che la tentazione dell'esperto sia stata rispondere: "se lo sapessi, caro Marco, non sarei qui a rispondere alle vostre letterine idiote, ma starei tutto il giorno a FARMI delle Letterine idiote (nel senso di vallette televisive), ragazzo!". Oppure optare per un più sintetico: "Caro, facci l'abitudine!".
Invece, da professionista qual certamente è, ha scritto: "non forzarla. Falle capire che l'ami. Quando vi baciate, non accelerare le cose, ma lascia che sia lei a prendere l'iniziativa..." e via di questo passo. Il che, tradotto, suona: "MArco, preparati a spendere una fortuna in fiori, cene, regalini e a spaccarti le palle in un sacco di serate romantiche mentre c'è la Champions League in tv e poi, se hai culo, andrai a segno in un paio di mesi!" Bravo esperto. Mica siamo qui soltanto per divertirci, Marco, giovinastro scioperato, cosa credi?!".
Giovanni B. (Avete notato i nomi? Gli evangelisti in versione hard?) è un ragazzo d'altri tempi e chiede: "come faccio per capire se la mia ragazza è vergine?". Indovinate cosa risponde il nostro educatore? "Chiediglielo"!
Aridagliela con il questionario! Ma poi...avete idea di quanti schiaffoni prenderà Giovanni nella vita, grazie a 'sto consiglio? "Ciao! Mi chiamo Giovanni. Sei vergine?" CIAAAF!
Queste son cose che ti segnano!
Francesco L. invece è più prosaico e vuole sapere le cose che contano veramente e quindi domanda: "Cos'è e come si fa un pompino?". Vivaddio Frankestein Junior non risponde: "chiediglielo", stavolta, ma si getta in una lunga descrizione scientifica infarcita or qua or là di termini latini, quando sarebbe bastato un più adulto e diretto: "augurati di scoprirlo presto, caro mio!".
Io ricordo che quando lo scoprii, la cosa più complicata fu cercare di augurare la buonanotte alla mamma della mia "fidanzata" di allora, rinchiuso nella camera della quale ero appena stato iniziato a questa interessante pratica, mascherando il ghigno satanico che non riuscivo a togliermi dalla faccia e tossendo per dissimulare il grufolare soddisfatto che non riuscivo a smettere di emettere. Fu molto imbarazzante e credo che lei abbia pensato che mi fossero venuti un Ictus e una polmonite in contemporanea...
In ogni caso, Paolo P. deve averlo già scoperto, perchè chiede: "se la mia girl (e ridagliela!) <ingoia>, può rimanere incinta?". Dubbio legittimo, se vogliamo, ma curioso. Il nostro maestrino dalla penna rozza, lo tranquillizza: "no, apparato gastrointestinale e apparato riproduttivo non sono collegati".
Vero solo in parte, naturalmente. Per fare un bambino, no, forse, ma tu gettale nell'apparato gastrointestinale un sufficiente numero di bicchieri di champagne o di un buon superalcolico e vedrai che prima o poi riuscirai a convincerla a cederti in usufrutto per la serata la parte più interessante del suo apparato riproduttivo, se proprio non sei Boris Karloff.
Ma forse questo, a un ragazzino, è indelicato dirlo...
THE VETERANS
Storie di eroi
Quando entrai erano già arrivati tutti...
Sudavo leggermente sotto l'uniforme, e il colletto della camicia era decisamente troppo stretto per i miei gusti.
Sono sempre stato allergico alle regole e ancora di più alle uniformi, ma nel nostro mestiere anche le apparenze contano. E chi sono io per dire di no a un bottone, se questo può salvarmi la vita?
Passai un dito sotto la stoffa ruvida e cercai di allentare un po' la stretta, senza successo.
Ero stato mandato là dal mio diretto superiore, come agente di collegamento. Quello era il posto giusto. Avrei fatto conoscenza con l'ambiente in cui avrei dovuto passare i prossimi anni della mia vita.
Non era di sicuro un incarico di tutto riposo, ma c'era di peggio, pensai, mentre afferavo un drink dal vassoio di una cameriera di passaggio. Era una ragazzina dai lineamenti orientali, che avrà avuto si e no vent'anni e cercava di giocarsi tutte le sue chanche con una minigonna che copriva a malapena le terga.
"Illusa!", pensai. Anch'io l'avevo fatto alla sua età. Mi ero spaccato le reni a portare a spasso liquori in mezzo alla gente che conta, sperando che prima o poi si accorgessero di me. Ma poi le illusioni passano e uno smette di credere alle favole. Sarebbe toccato anche a lei.
Mi guardai intorno... c'erano proprio tutti. Tutti i fottuti eroi del nostro settore operativo! Quelli sopravvissuti, almeno.
Cercando di darmi un contegno, mi avvicinai a un gruppo dominato da un bestione alto un metro e novanta, con una gamba di legno. Stava raccontando chissà che, e mi fermai ad ascoltare:
"Primavera del 2002, ragazzi!", stava dicendo, battendosi feroci manate sul suo arto artificiale, che faceva un rumore disgustoso, come una campana a morto. "Sedici ore bloccato sulla sedia, con quei dannati musi gialli che non la piantavano di farmi domande, ma alla fine l'ho riportato a casa senza un taglio!". Lessi il nome sul cartellino. Lo conoscevo di fama. Un vero mostro sacro. "A furia di stare là, nella stessa posizione, per tutto quel tempo, mi si è bloccata la circolazione e la gamba è andata in cancrena, accidenti! Ma ne valeva la pena! Dannazione se ne valeva la pena! Dovevate vedere la faccia di quei mangiariso, quando hanno capito che non l'avrebbero spuntata!!".
Una storia già sentita. Mi allontanai e passai a un altro gruppetto. Quello che parlava aveva una faccia vagamente nota e una grossa cicatrice rossa che spiccava come un neon sulla mano abbronzata. "Mi fa ancora male, quando cambia il tempo, la bastarda!" stava dicendo, "e tutte le volte che ho una fitta - roba da piangere, credetemi - rivolgo un pensierino gentile a quelle luride carogne! Non fosse stato per loro, a quest'ora avrei ancora tutte le mie dita!" Quando disse così, guardai meglio la sua cicatrice. Il segno rosso finiva là dove avrebbe dovuto esserci il mignolo. _In un moncherino. Fu allora che inquadrai quella faccia che mi sembrava di conoscere e riuscii a dargli un nome! John Kramer, Senior South Europe Account Manager della CSS & BJ, l'agenzia che aveva realizzato, per il terzo anno consecutivo la campagna pubblicitaria della Nike! In una presentazione, durante una modifica allo Storyboard, si era amputato un mignolo con un paio di forbici da calzolaio, ma era andato avanti lo stesso a presentare il progetto, bloccando il sangue con il laccio di una Airmax '97 modello rosso! E alla fine aveva portato a casa la campagna! Che fegato...
A proposito di fegato. Non lontano c'era un uomo che parlava in piedi, trascinandosi appresso quella che sembrava un'apparecchiatura medica. Altri, intorno, lo ascoltavano interessati. Stava evidentemente spiegando cos'era quell'aggeggio. Mi avvicinai. "...da allora mi tocca girare con quest'affare appresso. Una dannazione, credetemi! Ma senza questo coso, sarei già morto! Mi cambia il sangue ogni due ore e se si blocca...addio!". Presi il coraggio a quattro mani e gli chiesi come mai si era ridotto così (in altri termini, naturalmente... non sono un novellino!)
"Ragazzo! E' una storia lunga! Il mio fegato se n'è andato. Spappolato dal Marsigliese!"
"Un mercenario?" chiesi, cercando di rammentare chi fosse questo "marsigliese". Gli altri risero.
"No, pivello! Ristorante francese in c.so Sempione a Milano! Alla centosessantatreesima colazione di lavoro, la cirrosi epatica ha fatto giustizia! L'n-esimo grappino per sbronzare il cliente e BAM! Addio fegato! Da allora sono ridotto così, ma il mio portafoglio clienti è ancora il migliore dell'azienda!". Ero impressionato. Mi allontanai.
Tornai verso il gruppo di quello con la gamba di legno. Stavolta stava parlando un curioso individuo con una benda nera sull'occhio sinistro. "E' stato un attimo. Prima era lì, e l'attimo dopo infilato dritto dentro la mia cornea! Un dolore da svenire, ma ho tirato avanti facendo finta di nulla fino a quando non hanno firmato il contratto, poi sono uscito e mi sono fatto portare all'ospedale dal mio attendente!". Capii chi era. Pierpaolo Giovannelli, detto "Il Guercio", Executive Vice President della Little John Advertising.
Durante la discussione di un nuovo contratto con la Nestlé, giocherellava con la biro fino a quando il cappuccio era saltato e gli si era infilato nell'occhio. Lui l'aveva estratto e aveva continuato come se niente fosse. Gli altri, impressionati, gli avevano firmato il contratto. "Accidenti, Pier!", era quello con la gamba di legno a parlare, "io ci ho rimesso una gamba per avere l'incarico di consulenza biennale della Suzuki, ma tu puoi dire veramente che questa pubblicità ti è costata un occhio della testa!!" e giù a ridere fragorosamente!
Ragazzi! Quelli erano eroi! Un giorno anch'io avrò storie così da raccontare, ne sono certo! Per ora sono soltanto un oscuro Executive Account della BJS D'Oupry, (pubblicità e comunicazione), ma ancora qualche anno e sentirete parlare di me, ve lo garantisco!!
Intanto, scusatemi, ma devo andare a caccia di quella piccola hostess orientale che mi ha servito il drink... chissà che non riesca a vedere cos'ha sotto quella minigonna assassina, se le prometto uno stage trimestrale nella mia agenzia? Lo so, è uno sporco mezzuccio, ma qualcuno deve pur farlo...
Titolo originale: "Account Heroes", saga eroico-epico-aziendale paramilitaresca nata da una conversazione al pub, con il mio amico e ex compagno di scuola Mattew Goodyear, una sera, stanchi e sfiduciati dopo una giornata di inutile lavoro
AMERICA'S CUP ISTRUZIONI PER L'USO
Per capire cos'è un "prodiere" e come si usa...
In questi giorni a molti di voi sarà capitato di leggere o vedere qualche servizio sugli "Acts" dell'America's Cup che si stanno svolgendo a Trapani. Va subito detto che "ACTS" non è una sigla tipo Acotral e non sta per "Azienda Centrale Trasporti Siciliani" ma è una parola inglese che si potrebbe tradurre con "Atti" e che indica, in pratica, una serie di "tappe" di avvicinamento alla vera e propria "America's Cup" che si terrà nel 2007. Detto questo, se avete letto qualche servizio, vi sarete convinti - entro le prime cinque righe - che il giornalista fosse affetto dal morbo di Alzheimer e che quello che stavate leggendo non avesse senso. A titolo di esempio, cito una frase a caso, direttamente dal sito ufficiale della AC: "Pierre Mas fa un’ottima partenza, costringendo Jesper Bank ad una seconda virata sulla linea. I tedeschi sono spinti verso la boa mentre Mas si tiene la destra favorita e si allunga subito sull’avversario. China Team conduce in testa sino al cancello ma poi un ottimo Bank riesce a effettuare il sorpasso e a vincere il match." Cancello? Destra favorita? Linea? Se siete riusciti a capire meno del 30% di questa frase, questo post potrà aiutarvi e con un po' di applicazione, da qui al 2007 riuscirete a capire abbastanza da poter seguire Cino Ricci in una delle sue noiosissime telecronache senza addormentarvi subito dopo la sigla di apertura.
BOA: Le prime 24 lezioni dei corsi per velisti principianti sono generalmente dedicate a discutere la fondamentale differenza fra la forma maschile e quella femminile di questo sostantivo. IL Boa, infatti, è tutt'altra cosa da LA boa. Nella versione maschile trattasi di serpente lungo circa 10 mt e potenzialmente letale, soprattutto se lo si fa incazzare. Per fortuna (dei velisti, principianti e non) generalmente questo simpatico, ma irascibile animale galleggia molto male e tende per questo a preferire le foreste equatoriali ai campi di regata. Nella forma femminile, invece, è l'oggetto del desiderio di qualsiasi velista, assume generalmente la forma di una lattina tondeggiante, galleggia benissimo e non si incazza quasi mai.
LINEA: Può essere d'azione, telefonica, politica, diretta, erotica o di partenza. Nella America's Cup interessa soprattutto quest'ultima (a volte anche la versione "erotica", ma solo dopo le regate e solo ai velisti più sfigati). La Linea di Partenza è una linea tratteggiata bianca larga circa 10 mt e lunga circa 300 che compare sul mare quando Cino Ricci dice: "Vediamo lo schema al computer". Prima e dopo, nessuno la vede e può essere spostata a piacimento nelle discussioni post-gara,un po' come la corrispondente "linea del fuorigioco" (un altro modello di linea che va molto di moda in Italia) nei campi da calcio. Anche se è invisibile, superarla prima del tempo è una iattura e comporta il rischio di essere frustati dal resto dell'equipaggio o di diventare i protagonisti di gioiosi giochi marinari come il "giro di chiglia" o il "tuffo-a-mare-con-peso-attaccato-ai-piedi". Nessuno sa perchè ma deve essere qualcosa che ha a che vedere con la superstizione (come calpestare le righe tra le mattonelle per strada).
PRODIERE: Figura fondamentale della vela da regata, non va confuso con il PRODIANO. Quest'ultimo, infatti, è un seguace di Romano Prodi e non va assolutamente a vela, cosa che è riservata esclusivamente a un altro esemplare della specie chiamato: "D'Alemiano". Il "PRODIERE", invece, in vela ci va sempre ed è un essere alto circa una cinquantina di centimetri che corre da una parte all'altra della prua della barca e il cui fondamentale compito consta nel cercare di non volare in acqua e nello schivare il "tangone" (vedi). Quando fallisce in questo compito (cosa che durante gli allentamenti accade molto spesso e spiega la bassa statura del soggetto) viene deriso da tutto l'equipaggio che gli appende, per dileggio, dei nastrini colorati, chiamati "presnel" sul flessore destro dell'alluce e gli nasconde l'orsacchiotto, alla sera.
TANGONE: E' un grosso membro dell'equipaggio, dotato di organi riproduttivi particolarmente sviluppati, che a volte si chiama anche "Mandingo" o "Tronchetto". A volte, durante le regate, qualcuno urla: "issate il tangone!" e tutti ridono all'evidente doppio senso della battuta. Si sa... i marinai sono una razza rude e apprezzano un umorismo piuttosto "greve" che ad altri, abituati a generi di divertimento più raffinati, come i Fichi d'India o le barzellette di Totti, potrebbero sembrare strani. Il Tangone ha una strana attrazione, omosessuale, per il povero Prodiere, la cui principale preoccupazione (vedi sopra) è appunto non dargli mai le spalle e tenerlo sempre d'occhio.
TATTICO: Il tattico è una figura fondamentale di qualsiasi equipaggio. Agli albori della vela era chiamato così colui il quale riusciva a non fare mai niente, mentre tutto il resto dell'equipaggio si ammazzava di lavoro. Da qui il suo nome, poichè, per non farsi beccare e non finire abbandonato su un'isola deserta, occorreva una buona dose di "tattica". Poi, con il passare dei secoli, da sinonimo di "fancazzista", il "tattico" è divenuto una figura fondamentale in qualsiasi barca da regata. Attualmente al "tattico" spettano tutte le decisioni , appunto, di natura "strategica" Ad esempio che giacca mettersi (farà caldo o freddo?), dove andare a cena dopo le regate (suo il compito di prenotare per tutti), che tipo di insulto urlare all'altro equipaggio, ecc. Un'evoluzione di questo ruolo, è poi recentemente stata adottata da alcuni equipaggi (ad es: Alinghi) che hanno assegnato al "tattico" anche decisioni più attive, tipo se sostituire o no la BOA (vedi sopra) con una mina galleggiante, nel caso l'altra barca fosse più veloce, o se far rapire e da chi, il timoniere dell'altra barca, la sera prima della regata.
PICCOLO GLOSSARIO DELL'ANDAR PER MARE
Dizionario velico ad uso dei principianti
CAZZARE: v. tr. reg. 1. Tirare furiosamente una "scotta" (vedi) cercando di fermare una vela che sbatte da tutte le parti, preferibilmente sulla testa degli occupanti della barca. Nel processo, in genere, dai due ai quattro marinai finiscono in acqua. 2. Al participio passato: sbagliare qualcosa in modo clamoroso e mettere a rischio la barca di affondamento. Ad es: "hai fatto una cazzata" o "che cazzata pazzesca" (in questo caso, però, anche di operazione particolarmente ben riuscita).
LASCARE (o MOLLARE): v. tr. reg. 1. Lasciare andare quello che si è cazzato prima. In genere in questo modo la vela riprende a sbattere e le due-quattro persone che erano appena risalite dalla barca vengono nuovamente colpite dal boma e riscaraventate in acqua. 2. Cessare di fare qualcosa. es: "Mollala di rompere i cabasisi" oppure, "la devi m-o-l-l-a-r-e!". 3. Come aggettivo. Detto di maschio di cui si discute la potenza sessuale. es: "Il ragazzo ce l'ha un po' lasco". .
SCARRELLARE: v. tr. reg. 1. Stesso significato di "lascare", ma con maggiore violenza. Si tolgono le scotte dalle strozze (vedi) e la vela va al proprio destino tutta d'un colpo. Anche in questo caso i poveri disgraziati, ormai più di là che di qua, volano in acqua. 2. Scaricare qualcuno al primo porto disponibile. ad es: "Scarrella lo stronzo come tocchiamo terra".
ORZARE: v. intr. reg. 1. Stringere la prua al vento. Si dice di quando la prua (vedi) viene avvicinata alla direzione di provenienza del vento. In questo genere di operazione, di solito, la barca si inclina paurosamente, spinta dalle onde, e i soliti quattro imbranati volano per terra perdendo due incisivi. 2. Part. pass. Orzata Bibita rinfrescante, di gusto simile al siciliano "latte di mandorle", ricavata dal succo del Primpulo Nano delle Antille (sc: primpulus riminensis piccolerrimo), una latifoglia dai caratteristici frutti a forma di cubo di rubik che - a dispetto del suo nome - cresce nei dintorni di Rimini.
POGGIARE (o PUGGIARE): v. intr. reg. 1.Allontanare la prua dalla direzione del vento. Manovra opposta a "Orzare", con cui si tenta di mantenere quella cazzo di vela gonfia e di non farla sbattere sulla testa di quei poveracci che si sono appena ripresi dalla botta del boma. 2. rivolto ad animali o a persone particolarmente fastidiose: Invito ad andarsene es: "puggia via! Sciò!"
SCOTTA: 1. s. fem. Corda molto lunga che, collegata alle vele, permette di regolarne la tensione. Come dice il nome, mentre la si tiene in mano, facendola scivolare nel palmo per regolare - appunto - la tensione della vela, provoca delle graziose ustioni di 2° grado che potranno poi essere esibite a fidanzate e amici, come prova della propria totale imbecillità. 2.part. pas. del verbo "scottare": Esclamazione: es: "cazzo!!! Scotta!!" detto generalmente di caffettiera che al mattino alle sei si prende in mano dalla parte sbagliata, per poi scaraventarla in mare, colpendo in testa i soliti quattro disgraziati che stanno facendo un bagnetto.
DRIZZA: 1. s. fem. Corda molto lunga che, collegata alle vele, permette di spiegarle, cioè di alzarle. Di fatto è identica alla "scotta" (vedi), ma i marinai hanno la fastidiosa abitudine di confonderti le idee.
2. v. tr. Ordine che la fidanzata del capitano impartisce al capitano stesso, alla sera, nel chiuso della loro cabina, dopo essersi vestita con soltanto due gocce di Chanel n° 5. In genere il capitano, forse per l'abitudine al comando, o più probabilmente per la sbronza colossale che ha preso dopo essere arrivato in porto, non ubbidisce e questo alla lunga spiega perchè si parla sempre di "navigatori solitari".
PRUA: s. fem. dialettale. In alcune regioni del veneto: Puzza molto forte es: "Ostrega che ..... che ghe sè!", oppure, ".... me un cavron, il putei!". 2. s. fem. marinaresco: Parte anteriore della barca, dalla quale si può urinare e eventualmente anche defecare, stando appesi come scimmie e sentendosi deficienti.
POPPA: 1. s.fem. seno femminile, generalmente a pera, di interessanti dimensioni. es (al plurale): "tu c'ha le p.... a pera, pera, pera, peraaaa...". 2. Parte posteriore della barca, opposta alla "prua", da cui generalmente si urina e ci si butta in acqua per fare il bagno. A volte anche tutte e due le cose contemporaneamente.
DRAGLIA: s. fem. 1. cavo generalmente d'acciaio che corre lungo l'intero perimetro della barca e che dovrebbe avere la funzione di impedire ai soliti quattro imbranati di volare fuori bordo. Quanto scritto sopra, prova che è perfettamente inutile. 2. nome comune di animale mitologico che ama i pasti molto piccanti es: "E vidi in lontananza volare sulle pianure di Rohan, la terra dei cavalli, una gigantesca Draglia che sputava fiamme dal culo e quattro draghi dorati che la seguivano a rispettosa distanza" (da "Il Signore degli Agnelli" Lapo R. Elkan, Torino, Edizioni "La Stampa", 2004)
PULPITO: s. mas. 1. Zona della barca a poppa o a prua (vedi) generalmente sporgente rispetto al profilo dello scafo e aggettante in mare, che serve al capitano per fare un cazziatone ai propri uomini, mentre questi fanno finta di non capire da dove viene la voce. Es: "Senti un po' da che pulpito viene la predica?" 2. Grosso mollusco tentacoluto dalla scarsa intelligenza, che ha come abitudine di innamorarsi follemente delle eliche delle barche, scambiandole per femmine della propria specie, e di tentare di abbracciarle mentre sono in movimento. Da cui la "insalata di pulpito", molto apprezzata nei ristoranti di Rimini, dove viene consumata accompagnandola con orzata.
STROZZA: 1. s. fem. Curioso meccanismo composto da due parti mobili zigrinate che, chiudendosi contemporaneamente, pinzano le dita dei marinai che in questo modo lasciano andare la scotta (vedi) e fanno precipitare la vela sulla testa dei soliti quattro disgraziati. 2. Aggettivo. Detto di donna molto fastidiosa, antipatica o, più in generale, che non la dà. es: "scarrellala quella lì, che è una strozza"
WHINCH o WINCH o UINCH: in una settimana di barca, non ho mai scoperto come si scrive. 1. s. mas. inglese. Manovella a forma di...be'...manovella, appunto, che girando furiosamente ha il compito di colpire sul mento chi sta tentando di lascare la scotta. Serve a ricordare ai marinai la caducità umana. E a procurare lavoro ai dentisti dei porti turistici. 2. s. mas. Aggeggio che ingannevolmente sembra un appiglio cui tenersi durante le virate, ma che in realtà ruota e non è fissato. In genere la natura ingannevole dello strumento si apprende dopo la prima volta che si tenta di usarlo e si finisce per terra, ma i soliti quattro deficienti non lo imparano nemmeno in una vita intera e invariabilmente, ad ogni virata, tentano di aggrapparsi e finiscono in mare urlando come ossessi.
PASSERELLA: 1. s. fem. Asse di legno che, appoggiato alla poppa della barca e sul molo antistante, dovrebbe favorire il passaggio dalla barca alla terraferma. In realtà vibra paurosamente, si muove e a volte si sgancia da una delle due estremità, procurando rinfrescanti abluzioni nella merda del porto. 2. in zoologia, il nome comune del "passerus claudicans supersonicus defecantes", un volatile di piccole dimensioni, affine al colibrì, che mentre è a terra deambula con una curiosa andatura zoppicante, ma come cercate di avvicinarvi, impietositi, per soccorrerlo, convinti che sia ferito, decolla a gran velocità, emettendo un caratteristico verso lacerante (tihofregaaaatoooooo!) e vi caga sulla testa. 3. Anatomico. Uno dei molti soprannomi volgari della vulva femminile.
(Dal "Diario di bordo di Capitan S@rk@stiko" ...to be continued)
CAPITANO CORAGGIOSO
Ovvero: la vela, la mia nuova vita...
Cazza la randa! Orza, rotta 340° e alla via così!
La disgustosa abitudine dei velisti di parlare "in gergo", non ha più segreti per me, ormai, dopo la vacanza in barca che ho appena trascorso (Ed è finita! UAAAAAH!! SIGH! SNIF!).
Qualcuno di voi, miei affezionati lettori (talmente affezionati che potrei chiamarvi tutti per nome, visto quanti siete...) potrebbe aver visto, nei giorni scorsi, un post un tantinello scettico sulle mie future (allora erano future...ormai sono passate! UAAAAAH! SIGH! SNIFF!) vacanze in barca.
Nel migliore stile URSS degli anni pre-perestroika, nego tutto! Quel post non c'è mai stato! Sono assolutamente E-N-T-U-S-I-A-S-T-A della vela.
Certo... qualche piccola controindicazione ce l'ha. Tanto per dirne una, la parte "gabinetti" è ampiamente migliorabile. Noi eravamo in nove e - fatta eccezione per lo skipper, che molto sportivamente e con una notevole nonchalanche, urinava dalla poppa (non vuol dire che facesse la pipì stando in piedi sulle tette della fidanzata...la poppa è la parte posteriore della barca) - di tutti gli altri conosco ogni deiezione e ogni rumore intestinale nei minimi particolari. La privacy è un'utopia bella e buona (del resto in un ambiente di 15 metri per 3, se va bene, non potrebbe essere altrimenti) e anche il meccanismo di funzionamento delle toilette è piuttosto "barocco". Non voglio entrare in particolari scabrosi, ma basti sapere che dopo aver fatto i propri bisogni occorreva "pomparli" fuori con una pompa a mano (tipo quelle della bicicletta, per capirci) e che questi uscivano da un lato della barca, sotto gli occhi di tutti gli altri passeggeri... Utile per avere eventuali pareri medici sulle proprie funzioni digestive, se vogliamo (uhm...un po' scura, oggi...dovresti mangiare più verdura...), ma non il massimo dell'eleganza. Se a questo aggiungete che la carta igienica andava "conservata" fino al porto successivo, avrete un quadro abbastanza preciso (e disgustoso) della situazione... 
Anche ciò che riguarda il sonno non è proprio ispirato al massimo confort. I letti loro - i velisti - li chiamano "cuccette", ma potrebbero tranquillamente essere chiamati "loculi". Se siete dei vampiri
, probabilmente la barca è ciò che fa per voi, a patto di risolvere il problema della totale impossibilità di ripararsi dal sole, durante il giorno (le zone d'ombra su una barca, sono grandi più o meno quanto un foglio A4 e in genere situate in posti in pendenza, pieni di corde e carrucole e orrendamente scivolosi. Sedersi all'ombra e finire fuori bordo o trafitti come S. Sebastiano è tutt'uno!). Se invece non siete dei vampiri, dormire potrebbe essere problematico. Già infilarsi nel letto, con un'altezza media della cabina sopra di voi di 40 cm, non è banalissimo e richiede una serie di contorsioni alla Nurejev, ma una volta che ci siete dentro, viene il peggio. Lo sciaguattio delle onde sulla fiancata della barca (e sul fondo e sull'altro lato e dietro la testa, e...) vi dà immediatamente la sensazione di trovarvi nel cestello di una lavatrice. Solo che la lavatrice, di solito, si muove meno e più lentamente. Così, mentre "rollate" nel letto, tentando disperatamente di trovare un appiglio e di parare le gomitate che il vostro vicino di letto (che, non si sa come, dorme profondamente da ore) vi spara immancabilmente nelle gengive a ogni nuova onda, potete comodamente cadere preda di un attacco di caldo e claustrofobia.
L'ossigeno sembra mancare (dopo alcuni giorni vi tranquillizzerete scoprendo che, in effetti, manca davvero, non è una sensazione), la caldazza vi assale, dai boccaporti non entra un refolo d'aria, l'umidità sfiora il 98 per cento e a tratti, nel dormiveglia, vi sembra di vedere delle sogliole nuotare sul comodino. Allora tentate di gettare via il lenzuolo e di cambiare posizione, per trovare un po' di refrigerio. In questa operazione, come minimo, sbattete la rotula contro il soffitto della cabina-loculo 43 volte e vi procurate dai 3 ai 12 lividi che ci metteranno anni ad andarsene.
Una volta trovata la nuova posizione, la sensazione di fresco dura si e no 4 secondi. Poi si ricomincia e nel frattempo il vostro compagno di letto, spostato dal movimento della barca, vi rotola addosso, tutto sudato e, sempre dormendo, vi alita nel collo! A questo punto cercate di mettere fuori almeno una mano dal boccaporto sul soffitto (ve l'ho detto, non è più alto di 40 cm..) per esporre almeno qualche cm quadrato di pelle, all'aria fresca della notte. La mano si rinfresca e, come risultato, voi sentite ancora più caldo sul restante 99% del corpo! Dopo tre quarti d'ora di questa agonia, quando ormai siete sudati come cavalli e color rosso-peperone su tutto il corpo, fatta eccezione per alcune parti blu-notte (dove ci sono i lividi delle botte e sulle labbra, per la cianosi) decidete che: BASTA! E' meglio uscire a prendere un po' d'aria! Vi estraete dal loculo - e dall'abbraccio mortale del vostro compagno, che meditate di soffocare con un cuscino per vendicarvi - e uscite in coperta.
Fuori fa un freddo porco.
L'escursione termica è da deserto. Dentro 40 gradi, fuori 10, se va bene. Il vento vi ghiaccia istantaneamente il sudore addosso. Voi fate due passi per scaldarvi, tentate un saltello e in quella inciampate in una corda (loro - sempre i velisti - le chiamano cime, scotte, drizze, ecc.., ma di fatto sono corde!!) e volate fuori bordo! Prima però battete uno stinco, due costole, la testa e almeno un'altra parte del corpo contro qualcosa di non meglio precisato e dolorosissimo. A questo punto siete in acqua, in pigiama, senza respiro per il freddo e per il dolore e cercate di riavvicinarvi, nuotando a cagnolino (anni di piscina buttati al vento), alla fiancata della barca, bestemmiando e bevendo. Quando ci siete finalmente arrivati e vi state appendendo da qualche parte per salire, qualcuno (il vostro compagno di letto, che nel frattempo si è svegliato, il bastardo...) va in bagno e vi scarica in piena faccia tutto il pasto della sera, digerito a dovere, e le 12 birre che ha bevuto dopo cena! Voi vomitate, risalite sulla barca doloranti e olezzanti d'urina, rivomitate, vi fate una doccia (fuori, per non svegliare gli altri) e decidete in cuor vostro che - appena viene giorno - se nel frattempo non sarete morti di polmonite o toxoplasmosi, ucciderete il vostro compagno, affonderete la schifosa bagnarola e e prenderete il primo aereo disposto a portarvi in un hotel a 5 stelle a Gabicce Mare, in culo a tutti i posti esotici e solitari che si possono visitare in barca a vela!!
Ma poi viene il giorno e potete guardare il sole salire lentamente da dietro il mare (ovviamente avete dormito fuori, buttati su una panchetta, perchè di ritornare nel loculo nemmeno a parlarne e oltretutto il vostro compagno non vi vuole, perchè dice che puzzate di merda) e sentire i gabbiani che stormiscono (a dirla tutta, cacciano dei gridi laceranti e fastidiosi, ma si sa...la poesia...). Potete guardare il cielo trasfigurare dal blu scuro delle ultime ore della notte, al grigio chiaro delle prime luci, per poi passare al rosa prima tenue e poi carico dell'alba vera e propria. Potete vedere la vita risvegliarsi (ossia qualcuno dei vostri compagni di viaggio che esce fuori e si gratta il sedere sbadigliando) e ascoltare in silenzio il dolce rumore del mare...(se riuscite a sparare ai gabbiani, ovviamente).
E poi si salpa! Cazza la randa, orza, rotta 340° e alla via così...
(dal: "Diario di bordo di Capitan S@rk@stiko"...to be continued...)
REMOTE VIEWING
Vedo, prevedo, stravedo!
Prendo spunto dal blog di Cristian Contini sul tizio che nel 1970 avrebbe scritto un giallo dal titolo Il dilemma di Benedetto XVI, per fare alcune considerazioni sul Remote Viewing, una tecnica "Scientifica" che sarebbe utilizzabile da tutti (sul sito che cita Contini, alla fine del post, è disponibile un audio-corso di 18 ore per imparare come si fa) per prevedere il futuro. Nel caso voleste intraprendere il corso, suggerisco alcune interessanti applicazioni delle tecniche di Remote Viewing:
1) Me la darà? Non me la darà? Focalizzi come target una fanciulla su cui hai delle mire e nel caso tu riesca a sapere, in anticipo, che non te la darà (Che cosa? Ovviamente sto parlando della ricetta per le bistecche alla milanese...) risparmi i soldi per la cena e la fanculi preventivamente! Ti rimarrà sempre il dubbio che il futuro sia un concetto mobile e influenzabile, quindi se tu non avessi fatto remote Viewing, non avessi stabilito che non te la dava e quindi l'avessi invitata a cena, magari te l'avrebbe data (la ricetta, sempre), ma vuoi mettere il risparmio? In alternativa puoi non fidarti di quello che hai visto e invitarla a cena lo stesso, tornando ovviamente a casa con un 2 di picche... Ah, il futuro!
2) Il cliente firmerà o non firmerà? Se visualizzi in remoto che non firmerà, non ti sbatti a scrivere il preventivo. E lui non lo firma. E a te rimarrà il dubbio che, se glielo avessi scritto e presentato... vedi punto 1)
3) Dove vado in vacanza quest'anno? Et voilà! Remote Viewing e lo scopri! Se poi scopri che il posto dove andrai non ti piace, niente vacanza. In questo caso: a) Scopri che sei (sarai?) uno scemo, perchè hai (avresti?) prenotato in un posto che non ti piaceva (piacerà?) b) Scopri che lo stesso risultato (scoprire dove andrai in vacanza tra 4 mesi) avresti potuto ottenerlo con un salto all'agenzia di viaggi sotto casa, prenotando in anticipo, spendendo meno e pagando a rate. Invece, sicuro che tanto andrai lì dove hai visto che andrai, e che troverai posto, prenoterai all'ultimo momento, pagherai una sopratassa per le prenotazioni last minute, viaggerai in classe business perchè è l'unico posto rimasto e spenderai un sacco di soldi! Risultato: sei scemo! Almeno una certezza con il remote Viewing l'hai acquisita: "sei scemo" in entrambi i casi! Ma questo avrebbero potuto dirtelo gli amici (e l'agente di viaggi sotto casa) senza neanche fare le 18 ore di corso di Remote Viewing!
4) Lui/lei mi tradirà con Lei/lui? Facile! Remote Viewing e quando Lui/Lei torna a casa, tu gli spacchi la faccia e lui/Lei non saprà nemmeno perchè! Poi Lui/Lei ti denunciano per "violenze private" e tu finisci in galera (vallo a spiegare al magistrato che l'hai massacrato/a di botte perchè hai avuto una premonizione!). Risultato: sei scemo/a. E anche cornuta/o, perchè lui/lei ti tradiranno mentre stai dentro.
5) Cosa mangerò stasera? Facile! Niente. Perchè: a) Lei non me l'ha data, 'sta ricetta per la bistecca alla milanese; b) Anzichè andare a fare la spesa sono rimasto qui a scrivere stronzate sul remote Viewing!
Ma porc... 
LE CROCIATE - IL REGNO DEI CIELI
Qualche nota "storica"
Se avete visto il film di Ridley Scott, "Le Crociate", magari vi interessa sapere che tutti i personaggi sono realmente esistiti e che:
Sibilla la sorella di Baldovino IV ( interpretata nel film da Eva Green, di cui mi sono innamorato), ha sposato Guido da Lusignano (il cretino che nel film diventa Re di Gerusalemme e si fa massacrare) dopo la morte del suo primo marito, un certo Guglielmo, detto: "Guglielmo dalla Lunga Spada"... un eufemismo molto medioevale... Chissà se Guido fu all'altezza del suo predecessore? 
Balian II di Ibelin, il "Baliano" del film (Orlando Bloom), non era per niente un fabbro, ma un nobile. Salvò davvero il popolo di Gerusalemme e partecipò alla battaglia di Hattin (quella in cui l'esercito cristiano fu massacrato) e fu preso prigioniero e poi rilasciato. Pare che fornì a Guido da Lusignano, per la battaglia, ben 10 cavalieri! Sai che spreco...
Gerusalemme: (testo di: Matteo Bonanno) La città venne presa in 9 giorni (A.D. 1187). Alla fine Baliano chiese la tregua. Il Saladino rispose che era troppo tardi, aveva giurato di prendere Gerusalemme con la spada. Lo cristiano fece davvero il discorso del film "noi distruggeremo i luoghi santi,...". Lo Saladino prese la palla al balzo e chiese ai dotti se, per difendere i luoghi santi, non potesse essere sciolto dal giuramento. Guarda caso dissero di si, però non subito perchè i consiglieri temevano per le finanze statali. Cosa c'entra? Le cronache riportano una scena da Monthy Python (il comportamento del ministro delle finanze è liberamente immaginato). Il Saladino chiese un riscatto per ogni abitante, una somma bassa anche per l'epoca. Baliano accettò ma spiegò che per il popolo era troppo alta. "Facciamo così, invece di un soldo a persona, facciamo 50.000 soldi per tutti. Buon prezzo e la chiudiamo". Il Saladino ovviamente ci stette. Il ministro delle finanze tentò di strangolarsi con il tubo del narghilè. Servivano però ancora troppi soldi, Baliano ne mise dei suoi. Il Saladino decise che i vecchi sarebbero usciti gratis. Il Ministro delle Finanze si dette fuoco cospargendosi di pece greca. Come ciliegina sulla torta, alle vedove ed ai bambini il Saladino fece dei regali. Il ministro delle finanze venne visto aggirarsi per le dune cantando canzoni alpine...
Il "feroce" Saladino: Saladino, il re arabo, si chiamava in realtà: Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub, ma gli amici lo chiamavano anche al-Malik an-Nasir Salah ad-Din Yusuf (primo), che vuol dire: "difensore della fede" (l'arabo deve essere una lingua parecchio prolissa...). Comunque il nostro era un vero signore. Quando Baliano (vedi: Balian II di Ibelin) fu preso prigioniero durante la battaglia di Hattin, chiese al Saladino il permesso di andare a trovare sua moglie che era a Gerusalemme, per dirle che stava bene. Ovviamente gli venne accordato a patto che rientrasse e non portasse armi. Inutile dire, ritornò davvero dai saraceni (!!). Il Saladino gli chiese perchè non fosse rimasto a difendere Gerusalemme e lui disse che non poteva perchè aveva fatto un patto. Così venne liberato e rispedito davvero a difendere la città. In più, visto che la moglie era di Tiro e Baliano era impegnato a preparare le difese, il Saladino gli offrì una scorta per portarla in salvo (alla faccia de li mori assetati di sangue!). A onor del vero bisogna dire che non era tutto rose e fiori... Quando vinse la battaglia di Hattin, il Saladino sgozzò personalmente Reginaldo di Chatillon (quello che nel film fa la parte del cattivo e dello stupido, con la barba) e si lavò nel suo sangue. Bisogna anche dire che questi gli aveva ucciso la sorella...
I Templari: Da una lettera di Bernardo di Chiaravalle si evince che facevano una vita di schifo. Ecco alcune norme:
CANI, CARRIARMATI E LATINO PER IL PAPA
I titoli dei giornali sul nuovo Papa tedesco
Oggi ovviamente i titoli dei giornali sono tutti sul nuovo Papa, il Card. Ratzinger alias Benedetto XVI. L'apertura più divertente quella del "Manifesto" che titola "Il Pastore Tedesco". Bello anche il titolo dell'articolo di Vittorio Messori sul Corriere della Sera, che fa un paragone guerresco: "Ma quale Panzer Papa. E' un mite" (be', proprio "mite", non direi...). Non male l'idea di Giuliano Ferrara su "Il Foglio" (non posso linkarlo perchè l'archivio del sito non funziona) che negli scorsi giorni ha cambiato il nome della testata trasformandola ne "Il Soglio". Tra l'altro è stato l'unico a puntare subito su Ratzinger nelle previsioni pre-conclave. Bravo elefantino.
Divertente pure la vignetta di Staino su "L'Unità" con la bambina che dice a Bobo: "Vi stavate abituando a vincere dappertutto, eh?". E anche lo strillino sotto la testata che cita una frase (infelice) di Bruno Vespa, definito "Papa Bruno I, in diretta sul TG1, dove pare abbia detto: "Ci sono migliaia e migliaia di formiche felici che si avvicinano a San Pietro e si abbracciano. Hanno abbracciato anche il sottoscritto" (e chi se ne frega?).
Il quotidiano ufficiale di Santa Romana Chiesa, "L'Osservatore Romano", uscito ieri sera in edizione straordinaria, apre invece addirittura in latino, con titoli di scatola: "Habemus Papam. Iosephum Ratzinger, qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI"
I giornali stranieri titolano anch'essi sul Papa. In prima fila i tedeschi, ovviamente. Bild, il quotidiano più importante della Germania è lievemente euforico e titola addirittura: "Siamo Papi!". La Tageszeitung, quotidiano di sinistra esce invece con una "prima" interamente nera con il titolo: "Ratzinger nuovo Papa. Oh, mio Dio!" Che non siano contenti?
Lievemente polemici anche i giornali inglesi. Il "Sun", giornale popolare molto diffuso in Inghilterra titola "Dalla Hitler Jugend a Papa Ratzi" e pubblica una foto di Ratzinger in uniforme nazista. Il Daily Mirror (centro-sinistra) riparte con i paragoni canini e titola: "Era conosciuto come Il Rottweiler di Dio, ora è Papa Benedetto XVI". Stando a quanto leggo su Internet (leggo male il Cirillico...) la "Gazeta", quotidiano russo, titola: "L'ortodossia contro gli ortodossi". Anche loro non sembrano felici.
GRANDI ELEZIONI
Il rito cristiano e la farsa laica
In questi giorni si celebrano due grandi "elezioni". Quella del Papa e quella del Presidente del Consiglio. Non c'è dubbio che quella più interessante sia quella del Pontefice. Sembra pensarla così anche il "Corriere della Sera" che dedica oggi le prime quattro pagine e il titolo d'apertura al nuovo Papa che sarà, e lascia in taglio basso (e in settima pagina) Berlusconi e le sue finte dimissioni.
Tra laico e cristiano vince sicuramente per serietà la Chiesa Cattolica, che riafferma, con il rito dell'"Extra Omnes", il peso della sua storia millenaria.
Quasi impensabile in un periodo di "indiscrezioni. Il mondo dei media è costretto a starsene fuori dalla porta della Cappella Sistina e nessuno degli "elettori" dice una parola. Pena la scomunica "ilico et immediate" e l'inferno senza remissioni. Come dire: un licenziamento in grande stile.
A provare a varcare il segreto della sacra (e splendida! Avete visto le immagini?) Cappella tentano solo quei bambinoni di americani, con la CNN che cerca un mezzo per spiare le votazioni e i giapponesi, che vogliono sperimentare la loro tecnologia, ma tanto non devono avere ben chiaro chi sia quell'uomo vestito da meringa che ogni tanto dice delle cose in una lingua stranissima che sui loro traduttori elettronici non c'è.. In Giappone i cattolici sono meno di mezzo milione...
Per interesse la vittoria va di nuovo alla Chiesa. "L'euforia da Papa" è talmente grande che persino il TG1 e l'APCom ci cascano e dichiarano: "habemus papam!" al primo sfumacchio che arriva dal comignolo vaticano (ma come fa a non intasarsi, se viene usato una volta ogni 28 anni? Il camino di mia madre è una schifezza dopo nemmeno tre inverni! Miracolo? Boh...). Il desiderio di sapere il nome del nuovo pontefice è tale che Televideo garantisce persino, ieri sera, di aver sentito le campane suonare a festa. Allucinazioni auditive? Premonizione? Droga in sala stampa? Chissà...
Nel frattempo il nostro Presidente del Consiglio sale al Quirinale (ex residenza di papi) per dare le dimissioni e viene rispedito a casa, anzi in Parlamento, dal nostro Presidente della Repubblica. Fumata nera anche per lui, ma stavolta a fumare sono le palle di Fini e il colore, visto il passato del nostro, è di rigore. Figuraccia del rito laico, nel confronto, secondo me.
Ma a vincere su tutti, in quella che una gara non è, sono, a mio parere, lo spirito e la filosofia. L'omelia del Card. Ratzinger è bellissima e insieme spaventosa. Parla di "limiti del pensiero" che lascia come "ultima misura solo il proprio io e le proprie voglie". Come dire: "ognuno si fa i cazzi suoi e dimentica Dio". Parla di "dittatura del relativismo", che "nulla riconosce di definitivo". Di "cristianesimo stanco". Parole dure, che pesano come macigni ad ascoltarle bene. E in un'epoca in cui l'ultimo vincitore del "Grande Fratello" filosofeggia e sembra che il pensiero sia stato affidato a Bruno Vespa in seconda serata, un po' di riflessioni sul "perchè siamo qui", ci stanno bene. Bella anche la risposta di Emanuele Severino (cazzarella, a volte i filosofi dicono cose serie!) sempre sul "Corriere" di oggi. Parla di "Invincibilità del pensiero del nostro tempo", che è "una tempesta che porta invincibilmente alla morte degli eterni e di Dio". Come a dire che se esiste un Dio eterno e quindi un'eterna verità, si nega il divenire che è continua rivoluzione di "pieni e di vuoti", ossia cambiamento. E poichè il cambiamento è una cosa che sperimentiamo ogni giorno, la Verità immutabile va a farsi benedire (nel senso più letterale del termine, direi!). Ognuno può dare ragione a uno o all'altro e ovviamente si possono muovere obiezioni a entrambi. Personalmente ritengo che sia più rilassante una visione teleologica dell'universo, ordinato e diretto verso un fine, quale esso sia, ma mi rendo conto che questo, se portato alle estreme conseguenze, lasci il fianco scoperto a parecchie obiezioni, non ultima quella che la sfiga non sia casuale, ma prodotto di una precisa volontà dell'Eterno (ma che gli ho fatto io di male?). In ogni caso io credo che il merito ultimo di questa elezione del "Papa Re" sia l'aver riproposto a tutti noi, (pure con una certa insistenza), qualche pensiero un po' più "alto" che non le bagarre tra Berlusconi e Prodi o le liti nella Fattoria o tra le Lecciso (che io continuo a non aver mai visto, accidenti!). Insomma, c'è qualcos'altro là fuori (o là sopra) e magari può anche essere divertente pensarci, a volte...
CONCLAVI E CLAVICOLE
E se il Papa fosse...
In questi giorni di trepidante attesa per il nuovo Papa e di prossima beatificazione del Papa che fu (oggi "Torino Cronaca" titolava: "Tutti i miracoli del Papa Santo", con una foto di Woijtila a piena pagina),voglio elargirvi le mie predizioni sul nuovo successore di Pietro. Quindi, dopo le centurie di Nostradamus e le terzine di Alberto Magno, beccatevi le "kazzate di S@rk@stiko":
Il Papa Cinese:
Un'elezione assolutamente inattesa quella di Sua eminenza Dlin Lin al soglio pontificio. Il 119-esimo cardinale in pectore era stato "espettorato" con gli ultimi rantoli dal Papa "uscente" ed era arrivato a Roma in totale incognito, mischiato a una comitiva di turisti giapponesi (tanto agli italiani gli orientali sembrano tutti uguali) con tanto di macchina fotografica al collo. Qualche avvisaglia la si era avuta quando, al posto della tradizionale "fumata bianca", dal famoso camino del Vaticano era uscita una fumata gialla. Totale disorientamento dei fedeli riuniti a p.zza S. Pietro, nel momento del tradizionale "Habemus Papam!". Quello a fianco del Cardinale Ratzinger sembrò a tutti un cameriere cinese. Così vestito di bianco, con gli occhi a mandorla... Che manco arrivava alla finestra tanto era basso... Molta curiosità e qualche commento anche per la prima enciclica di Sua Santità, che aveva assunto il nome di "Nuvola di Drago", rompendo una secolare tradizione di nomi più "occidentali". Il titolo era: "De Vere involtinus" e verteva sull'uso corretto della salsa di soja da parte dei cattolici praticanti. Ma la Chiesa, si sa, trionfa su tutto. Anche sui gamberi alla piastra...
Il Papa Messicano
Sua santità Tequila I venne eletto per acclamazione, dopo aver offerto a tutti i conclavisti tre giri di Margarita Frozen. "Fa una margarita divina!" commentò allora "a caldo" un cardinale, appena uscito dalla Cappella Sistina, poco prima di cadere giù dalla scala santa e fratturarsi 5 costole causa ubriachezza. Nel suo primo incontro con i fedeli, al momento della proclamazione, apparve alla finestra urlando "Arriba! Arriba!" con una voce un tantinello simile a quella di Speedy Gonzales. Forte fu l'impronta che Papa Tequila lasciò nel corpus normativo della Chiesa cattolica. Iniziò eliminando tutte le messe dalle 14 alle 17, "per la siesta". Indì tre giorni di "Fiesta" per la settimana santa del 2010. Sostituì al vino dell'eucarestia, il Mescal (ma senza "il verme", perchè ai curati di campagna faceva schifo...) e prima di poter fare altri danni venne ucciso da un "revolucionario" durante lo scisma che passò alla storia come il "Golpe Vaticano I".
Il Papa Americano
Appena eletto assunse il nome di Giovanni Paolo Junior. A chi gli fece notare che, forse, sarebbe stato più corretto: "Giovanni Paolo III" rispose "Ehi, amico, fottiti!". Imbarazzante la sua decisione di sostituire la tiara papale con il cappello da Texano. George W. Bush offrì il proprio sarto personale per la confezione del copricapo, ma per ragioni politiche, l'offerta dovette essere respinta. Il cuoco del Papa, un anziano frate domenicano, dichiarò alla stampa che: "Sua Santità non mangia altro che T-bone steak, patatine fritte e Coca Cola, tranne al venerdì, naturalmente, quando pranza di magro con pomodori verdi fritti e succo d'acero". Negli ambienti ecclesiastici più conservatori molta disapprovazione generò l'abitudine del Santo Padre di passare le vacanze in Toscana, presso la locale curia, facendo gare e rodei con i butteri della Maremma. Anche l'elevazione agli onori degli altari di uno sconosciuto santo scozzese, tale McDonald's, diede adito a più di un commento malevolo. Fu ucciso in azione, durante la Terza Guerra del Golfo contro gli israeliani, dichiarata da lui stesso in seguito a false informazioni di intelligence che menzionavano un piano per distruggere il vaticano e rubare la pietà di Michelangelo per esporla a Tel Aviv.
Il Papa Australiano
Simpatico e "sanguigno", sua Eminenza il card. Dundee non si aspettava assolutamente di essere eletto al soglio pontificio. Una volta proclamato, però, disse: "Buono! Facciamolo, sembra divertente!" e assunse il nome di Coccodrillo I. A chi obiettava che era un nome poco "cristiano", rispondeva "Perchè Leone X si, e Coccodrillo I, no?". Ineccepibile. Molto più discutibile la sua decisione di spostare la sede pontificia vicino all'Ayers Rock. "Là c'è più posto e poi posso andare a caccia" dichiarò a un esterrefatto cardinale di 80 anni che provava a farlo desistere dalla sua decisione. Anche la sostituzione dell'organo delle chiese con il didjeridoo fece scalpore. "E' molto più facile da suonare e fa meno rumore", disse. Morì a 130 anni, mentre stava guadando il Tevere all'altezza dell'isola Tiberina per andare a caccia di ratti con il machete.
RUBIK SESSO SCARPE E MAMME
Comincio ad avere paura di Internet
Internet! Che mondo meraviglioso! Ci puoi trovare di tutto: da una fidanzata a un fucile ad avancarica. Basta prendere un motore di ricerca, inserire la giusta chiave di ricerca, ad esempio "fucile + avancarica", oppure "fidanzata bellissima" (in questo caso consiglio di inserire "+ ucraina" o "polacca", probabilmente) e aspettare i risultati. Più è strana la chiave di ricerca, più volte finirete sul mio blog, a quanto pare. Almeno a giudicare dalle chiavi di ricerca di febbraio e marzo (le ho raccolte per categoria) rilevate da Shinystat su PausaPranzo:
Estremità...
Piedi e scarpe vanno per la maggiore:
MI SONO TOLTA LE SCARPE;
DONNE SCALZE;
Ci sono anche quelli che non si accontentano di piedi qualsiasi:
LUNGHI PIEDI MEGAN GALE e
MEGAN GALE PIEDI
e quelli/e che vorrebbero condividere le loro estremità con altri:
PROVARE LE SUE SCARPE CON LE AMICHE (ma "sue" di chi?)
Soluzioni...
A febbraio l'ha fatta da padrone Rubik e il suo gioco. Molte le chiavi inserite. In ogni ordine:
SOLUZIONE CUBO DI RUBIK
SOLUZIONE CUBO RUBIK
SOLUZIONE RUBIK (Si è fermato prima di scrivere solo "soluzione"?)
Molto gettonata (3% delle richieste) anche l'altra combinazione:
CUBO RUBIK SOLUZIONE
E anche la versione alla "venerabile Yoda":
RUBIK CUBO SOLUZIONE e RUBIK SOLUZIONE (2%)
Poi c'è quello pretenzioso. Non solo vuole la soluzione, ma anche nel giusto formato:
CUBO DI RUBIK SOLUZIONE PDF (!!)
Pausa pranzo...
Questo è più ovvio, ma anche qui ci sono soluzioni originali (no, non del cubo!):
Ci sono quelli che mangiano in ufficio:
PRANZO LAVORO
PRANZO UFFICIO
PAUSA IN UFFICIO
Quelli che non sanno quando pranzeranno:
PAUSA PRANZO QUANDO?
quelli che non sanno per quanto pranzeranno:
DURATA PAUSA PRANZO
E quelli che mangiano decisamente male:
MERDA A PRANZO 
O che si danno all'alcol:
HO COMINCIATO A BERE (mi spiace...ma cosa cercavi su google?)
...e per questo, forse, hanno problemi dopo:
SINDROME DOPO PAUSA PRANZO (una volta si chiamava "abbiocco"...)
Sesso et similia...
Si sa, Internet è piena di contenuti sessuali. Ma cosa c'entra il mio BLOG!!?
Non so perchè, ma ci arrivano quelli a cui piace chi "lo fa sulla scrivania ":
SESSO + UFFICIO
...Quelli a cui piacciono i triangoli:
SI FACEVA SBATTERE IN PRESENZA DEL FIDANZATO
...quelli che hanno dei dubbi sulla moralità della moglie:
QUELLA MAIALA DI MIA MOGLIE (sarà la stessa di prima, che ha sposato il fidanzato guardone?)
e quelli che i dubbi ce l'hanno sulla loro e cercano un confronto:
FOTO PRESERVATIVO CAZZO
e poi, probabilmente non avendo usato il preservativo, devono ispirarsi cercando:
FILM PORNO SULLE MAMME
Infine ci sono maschietti (presumo) con gusti molto chiari:
TETTE COME COCOMERI (se le trovi, dimmelo...)
ma anche "femminucce" (presumo sempre...) che "mi piace chi 'o fa strano":
MI SONO VESTITA DA MASCHIO
e chi cerca qualcuno/a che lo faccia a pagamento:
MASSAGGI PARTICOLARI DONNE
e infine quelli che, dopo tutto questo, vanno a fare penitenza:
WEEKEND IN MONASTERO
Ortografia...
Come mai chi inserisce chiavi con errori di ortografia viene spedito sul mio blog?
In ogni caso c'è chi (e spero non sia un bambino) cerca qualcosa contro:
SFRUTAMENTO MINORILE
oppure
LO SFRUTAMENTO MINORILE
e chi per fortuna cerca solo nuove
AMICIZZIE
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Varie ed eventuali...
Ci sono poi chiavi legate a qualche post particolare, tipo quello sulla sig.ra Sgrena
CONSIDERAZIONI + SGRENA
o
DICHIARAZIONI SGRENA
o più volgari (ehi! Io non ho mai scritto nulla del genere!):
SGRENA STRONZA
SGRENA TROIA
e sempre sulla stessa falsariga c'è chi spera di trovare su google:
GIORNALISTI AMICI SADDAM
e chi invece un
OBERFÜHRER (in riferimento a questo post)
oppure, con un notevole gusto dell'"orrido" qualcuno che cerca:
PASQUALE BARRA FOTO (vedi post)
DONNE: ISTRUZIONI PER L'USO
Ognuno di noi ha le proprie manie. C'è chi non calpesta le righe del marciapiede, chi scrive solo a matita e chi si ostina a chiamare la Telecom "Sip", o peggio: "Stipel".
Io, invece, continuo a essere testardamente bisessuale.
Questa piccola fissazione comporta però necessariamente una certa serie di interazioni con l'altro sesso. Spiacevole, lo so (soprattutto per l'altro sesso, sosteneva la mia ex), ma non se ne può fare a meno. La bisessualità, si sa, è una scelta evolutivamente svantaggiosa, almeno da quando non è più considerato socialmente accettabile: segnare il territorio facendo pipì negli angoli , mordere la propria femmina sul collo, penetrarla da tergo e poi andarsene dopo l'amplesso, lasciando che sia lei a smazzarsi quel che viene dopo. Da almeno 2000 anni a 'sta parte tutto è diventato più difficile. E io faccio ancora fatica ad abituarmi.
A uso e consumo dei pochi snob come me, che non si rassegnano a un più pragmatico "'ndo cojo cojo" e non sono abbagliati dai progressi della fecondazione artificiale, vorrei elaborare qui una piccola raccolta di osservazioni sulla Femmina, specie: Homo Sapiens Sapiens.
Contorte, contorte, contorte...
Del fatto che le donne siano più contorte degli uomini nel modo di pensare, si è detto e scritto di tutto (molto da parte degli uomini, nel corso di lunghe sedute di analisi e il giorno successivo alle udienze per gli alimenti). Del mio aggiungerò soltanto alcune osservazioni "sul campo".
Come rispondono alla domanda: "come stai?"
Maschio: "Bene! E tu?" (o "'nsomma..." Dipende dal grado di scazzo).
Femmina: "Guarda, lasciamo stare. Cambiamo argomento. Ti spiace?"
Al che il maschio fa finta di preoccuparsi (in realtà è triste perchè ha capito che nemmeno quella sera si ciula, ma fa il superiore) e chiede: "Giornataccia? Cosa è successo?"
Femmina: "Scusa! Ma se ti ho detto che non voglio parlarne! Ti spiace? Quando sarà il momento te lo dirò!"
Ehsssì, va be', ma allora dammi un altro argomento, cazzo! Mi verrebbe da chiederti "C'hai le tue cose?" ma so che non apprezzeresti...
Cosa dicono se gli fai una foto
Maschio: "Daaai! Che palle con 'sta macchina/'sto telefonino! Sembro sempre un deficiente! ...fammi vedere? Ma che risoluzione ha?" e lì di solito comincia una discussione appassionante su pixel, memoria, zoom e bluetooth.
Femmina: "Cosa hai fatto? Mi hai mica fatto una foto?"
...si! Guarda che carina! (in realtà nella foto lei sembra una cernia, con gli occhi rossi per di più, ma l'amore è cieco. E il maschio anche, a furia di toccarsi).
"Ma perchè? Io ODIO essere fotografata! Perchè mi hai fatto una foto?"
Oddio...non lo so! C'avevo il telefonino nuovo con la telecamera... mi è venuto così! Perchè? Non vuoi essere fotografata?
"Guarda, cancellala immediatamente!"
Ma no, dai, guarda che simpatica!
"No! Non la voglio nemmeno vedere! T'ho detto cancella! Se c'è una cosa che mi manda in bestia è essere fotografata! Cancellala! L'hai cancellata?"
A questo punto al maschio medio comincia a mancare l'aria. Pur di farla smettere butterebbe il telefonino intero. Comincia ad armeggiare con i tasti per cancellare 'sta cazzo di foto e nel panico butta via l'intera rubrica e compone per sbaglio il numero di un 866 che poi lascia acceso tutta la notte. Il mese dopo gli pignoreranno la casa. E lei lo lascerà perchè fa il porco al telefono.
Cosa rispondono alla domanda: "Andiamo a mangiare una pizza?"
Maschio: "Si, dove?" oppure "no, scusa, l'ho già mangiata ieri. E se facessimo un hamburger?"
Femmina: "Come mai una pizza? Hai voglia di pizza? Ma non l'hai già mangiata la settimana scorsa?"
Appunto... La settimana scorsa!
A casa ci sono i broccoli da finire e c'è il minestrone di ieri...
Appunto...
Appunto cosa? Non ti piace il minestrone? Ieri hai detto che ti piaceva! Ci ho messo tre ore a farlo! Non ti piace?
No, amore, mi piace... ma vuoi mettere il formaggio, l'olio, il pane, la birra...? (pietoso tentativo di buttarla sul ridere)
(non abbocca): Ecco, appunto! Che poi costa pure! E a te fa male che sei già un po' grasso, che - non per dire - ma io cerco di essere carina, di farti le cose che ti fan bene... e tu dici che non ti piacciono
Minestrone! cazzo! Minestrone! Fanculo la pizza! Io odio le pizze! non mangerò mai più pizze in vita mia!
E' inutile che ti arrabbi! FAi sempre così... (e via ad libitum)
Cosa rispondono alla domanda: "perchè non vieni di qui, in camera da letto...?"
Maschio: "Eh? Ma no, dai, vieni tu di qui che sto finendo di..." poi improvvisamente realizza il tono e il significato della domanda e dice: "Vengo subito, non ti muovere!!", ma lei ha già cambiato idea.
Femmina (che ha capito benissimo sia il tono sia il significato della domanda, anche perchè lui ha la bava alla bocca ed è nudo come un verme...): "Perchè?"
Er...perchè...perchè...così ci facciamo un po' di coccole... (ma come? Non ha capito perchè? Sono di qui nudo come un verme...mi ha visto benissimo... cos'è? Stupida? Dai che fa freddo!)
eheh...sei carino... ma devo lavorare/pelare le patate/telefonare alla zia... (intanto ridacchia fra sè e sè)
(lui ha già infilato il preservativo. Che gli unici preliminari che conosce sono quelli di Champions League...ed è sgomento) E...non puoi farlo dopo?
(maliziosa): Ma...forse...chissà... se dicessi le paroline giuste... Se venissi di qui a chiedermelo...
Nell'altra stanza si sente: "Uuffaaa, che pppalle!" poi un trambusto e lui si presenta, nudo come un verme con su i calzini, il pene mezzo barzotto con il preservativo a metà e la pelle d'oca e dice, con una voce che sembra stia ripetendo una poesia a memoria: "senti, cara, per favore, vieni di là che scopiamo un po'?...er...che ci facciamo le coccole?", poi si inginocchia, si incrina un menisco, mormora: "Cristo! Che male!", il preservativo si sfila del tutto e cade per terra ungendo il pavimento con il lubrificante e lui la guarda speranzoso con una faccia a metà tra lo scazzato e il divo da cinema muto.
Lei lo lascia e torna da sua madre.
I VERI BASTARDI STANNO FUORI
I canili italiani (da Panorama del 18 marzo)
Sarà banale, fascista e anche un po' infantile, ma chi tortura, picchia o maltratta degli esseri che non possono difendersi, mi ispira uno sdegno profondo e il desiderio immediato di tornare ad applicare la "legge del taglione" sui colpevoli di tanto abominio. In parole povere non posso sopportare chi fa male ai bambini e agli animali e vorrei che qualcuno facesse a loro quello che loro fanno agli altri. E magari anche qualcosa di più...
Su "Panorama" di questa settimana c'è un servizio sui canili italiani, che secondo me merita una lettura. Fino a domani lo troverete in edicola (sul web c'è solo la prima pagina, ma il servizio, documentatissimo, è di oltre 6 pagine). Io qui vorrei riportare alcuni nomi dei bastardi (questi si, veri bastardi. Quelli a quattro zampe sono "meticci") che guadagnano un sacco di soldi sulla pelle di animali che non possono nè difendersi, nè parlare. La giornalista che ha scritto il servizio, probabilmente presa dallo sdegno, li cita tutti, impietosamente. Spero che coloro che li conoscono leggano il servizio e gli sputino in faccia tutte le volte che li incontrano.
Cominciamo da Ernesto Pompa, veterinario di Avellino. Responsabile del canile di Altavilla Irpino. Cuccioli morti di freddo e cadaveri di cani scarnificati. Lui dice che sono morti di cimurro. Bravo. Magari viene anche a lui? Forza virus!
Giovanni Di Bella (niente a che vedere con il medico di qualche anno fa). A Brindisi prende 476.125 Euro per il suo canile, dove i cani muiono a centinaia. Per intascare i 90 Euro che il Comune gli dà per ogni randagio catturato, ruba anche i cani che un padrone ce l'hanno. Oggi è finito in carcere per frode aggravata, furto, maltrattamento e torture. Magari lo mettono in cella con Pasquale Barra, detto "O' animale" (quello che qualche anno fa ha mangiato il cuore del suo compagno di detenzione). E magari il sig. Barra è un "sodomita"... magari...
Silverio Minotti (Roma, canile "Giuliano") Su 854 cani, nel suo canile ne sono morti, nel 2002, di "cause naturali" 667. Cuccioli in conigliere sospese da terra, animali in gabbie senza luce e quasi 97.000 Euro di compenso presi dal vari comuni, nel 2002. A lui va il mio sincero augurio di spenderli tutti in medicine.
Ennio Lo Piano (Caltanissetta) il 59% dei cani non supera i 100 giorni di permanenza nel canile. In quattro anni 2000 cani sotterrati in fosse comuni intorno al canile. Praticamente un lager. Ognuno ha un modello, nella vita. Lui deve avere Himmler. Che però non è finito bene. Chissà...
Silvio Giorgio Ferramosca (Nhoa, Lecce). Per limitare i rumori del suo canile ha fatto folgorare le corde vocali ai cani. Da svegli, ovviamente. Quando gli hanno chiesto cosa era successo ha detto: "E' una pulizia dei denti andata male". Come dire che uno si è decapitato facendosi la barba al mattino. O che è bruciato vivo con l'elettrocoagulazione dei peli. A lui il nostro miglior augurio di incontrare sulla sua strada un dentista psicotico. Stile il maratoneta.
Altro brav'uomo: Giuseppe Buffelli (Schiaffazzi. Più che un paese un augurio al signor Buffelli). Impicca e tortura i cani. Ha sparato al suo pastore tedesco. Perchè? Un'infanzia difficile? Una perversione sessuale dovuta a un desiderio di potenza? Non lo so.. Io queste deviazioni non le capisco. Però ritengo che sarebbe bene rimuoverlo dal tessuto sociale. Con le buone o le cattive.
Angelo Ceglie (Cassano delle Murge, Bari) Teste di cani mozzate, cadaveri carbonizzati. E ha perfino picchiato gli animalisti che hanno cercato di entrare (pacificamente) per adottare dei cani. Pare abbia sempre il bastone in mano. Chissà...magari un giorno incontrerà qualcuno più grosso di lui? Se si, spero che questi abbia un braccio forte e vigoroso. Se servono delle vitamine le mando a mie spese.
Merate (Lombardia) cuccioli morti dentro il freezer. Morti di freddo, dentro il freezer, intendo. Li hanno messi dentro ancora vivi. Facciamo una colletta e offriamo ai proprietari una gita premio al Polo Nord, a incontrare Babbo Natale? Biglietto di sola andata, naturalmente. Magari tra 3-4000 anni li esporranno anche in un museo. Come l'uomo del Similaun...
Vibo Valentia (Calabria) I cuccioli qui li infilano nei sacchi appena nati e poi li lasciano lì ad aspettare la morte. Qui ci vorrebbe Albanese con il suo Alex Drastico: "Ehi, tu, si, proprio tu che maltratti i cani. Tu, stronzo..." con quel che segue...
Chiudo questo mio sfogo, un po' "di pancia", lo ammetto, con una curiosità. Io ho una cagnetta che, prima di essere abbandonata per strada, è stata anche bastonata talmente forte da romperle il bacino (aveva ancora i lividi quando l'abbiamo raccolta, con il segno delle bastonate). Se mai un giorno dovessi scoprire chi è stato, naturalmente gli renderò il favore. Ma prima vorrei fargli una domanda: perchè? Che gusto c'è, immenso bastardo, nel fare una cosa del genere? Almeno quelli qui sopra lo fanno per soldi. Ma tu perchè l'hai fatto? Non bastava abbandonarla? Scappa ancora adesso (dopo 10 anni) quando vede un bastone o una scopa. E' una curiosità che ho da sempre. Magari tra chi legge c'è uno psichiatra, un andrologo (poichè trattasi di una testa di c...) o un sociologo che me lo sa spiegare?
VERBALE DI INTERROGATORIO (2)
(Per leggere la parte precedente andate qui)
D: Vadi avanti...
T: Eh, c'è poco da andare avanti... Come sono entrata ho beccato Spillo, che faceva da pal...ehm, da guard...che è venuto ad accogliermi. E siccome è segretamente innamorato di me (ma non lo dice se no mamma lo prende a schiaffi), mi ha subito fatto un complimento. Mi ha detto: "Minchia Ceni, sei fatta come una cavalla! Però così ciai gli occhi che sembrano due fari e sei ancora più figa!! Ma cosa fai con quella zucca? Ti fumi anche quella?" e poi è scoppiato a ridere.
D: Ehm...Che zucca, mi scusi?
T: Non glielo gliel'ò detto? Mentre uscivo di casa mi ero messa a parlare con la zucca e poi lei mi aveva accompagnato! Cioè ero io che me l'ero portata dietro, che avevamo chiacchierato tutto il tragitto! Comunque mi lasci continuare ammiraglio: Appena entrata ho cercato qualcosa da bere, che con tutto quello che c'avevo c'havevo in corpo avevo una sete, ma una sete... E allora sono andata in cucina, ma lì ho visto mia mamma e mia sorella (Matricianah, non l'altra che è al gabbio). Per fortuna loro non mi hanno vista, che erano occupate a fare cose maiale con Jack o' mericano e Buzzi.
D: E chi è il Buzzi?
T: Buzzicò! Buzzicone, signor ammiraglio! Il socio di Jack con le macchine!
D: Vendono auto?
T: No, le rubano! A rivenderle ci pensa Pippo, che con la carrozzeria le rivernicia, ci mette le targhe nuove e vanno via che è una meraviglia. Anzi! Proprio dopo quella sera lì, ce ne hanno persino regalata una, sa? Che Matricianah aveva cominciato a uscire con Jack e lui ci ha fatto un presepe. Un regalo. E va benissimo! Buzzi dice che c'ha solo i sedili (reclinabili) che sono un po' sfondati, perchè una volta era di una sgualdrina che andava in giro a farsi tutti quelli del quartiere mentre suo marito lavorava. Ma è una macchinazza, sa? Una ford Taunus, mi pare!
D: Una ford Taunus? A mia moglie hanno rubato una Ford Taunus... Sarà stato un paio di anni fa...Era di suo padre... Di che colore è?
T: Ehm...marrone, mi sembra, che va molto di moda. Anche Spillo ha la ritmo marrone, truccata, che a volte mi porta a fare un giro e va come una scheggia!
D: Marrone? Non è la nostra! La nostra era verde pisello! Bene, vadi avanti... cos'è successo dopo, alla festa?
T: Ah, già, alla festa... Eh, mi sono girata in giro per cercare qualcosa da bere e mi sono infilata in un gruppo di ragazzi che erano lì a parlare di calcio. Li ho guardati come Merilin Monrow e ci ho detto: "Minchia, belli, non offrite da bere a una signora?", che l'avevo visto fare in un film e faceva un sacco sci shic Quelli mi hanno guardato e a Chicco (uno dei quattro) ci è cascato il bicchiere di mano per la sorpresa! Mi guardava come si guarda una fata, che io pensavo: "C'avrò qualcosa sulla faccia? Mi ha cacato un piccione sui capelli?". E invece quello mi guardava le tette. Perchè con il grembiule erano tutte di fuori e io già a quell'età lì io c'avevo due pere che
D: Si, si, l'ha già detto! Arrivi al dunque, per favore!
CANTO DI PRIMAVERA (FrühlingLied)
CI SIAMO TOLTI DALLE PALLE L'INVERNO?
Qui nell’inverno ornamentale
Il nudo cielo viene giù a rovesci
Mi dici dolorosa: "sto male"
e poi ti beccano che esci.
E il dubbio come mosca in cor mi ronza
e ripete ognor la domanda strana:
non è che per caso sei un po' stronza
(e, già che ci siamo, anco un po' puttana)?
Le nebbie ormai lascian la calle
e la triste stagione s'allontana!
L'inverno ci siam tolti dalle balle,
(ma tu rimani sempre un po'...!)
Torneranno le rondini allegrette,
riempiranno il cielo di canzoni!
Dai fammi toccare le tue tette
che in primavera mi si svegliano gli ormoni!
Faran di nuovo foglie agli alberi ornamento!
canteranno allegri i passeri sui fili,
(ma se continua questo inquinamento
moriranno tutti per le polveri sottili...)
Questa stagione è un sogno che si avvera
è un invito a tornare a un nuovo inizio!
Però...t'ho aspettato inutilmente ieri sera...
...sei uscita di nuovo con quel tizio?
Per la calle passa fischiando il garzone
canticchia operando gentile il dottore
e, come i versi di una allegra canzone,
se ti trovo ti marchio col saldatore!
L'aria si fa calda, fioriscono le balze!
Si destan gli animali, sbocciano i poponi!
S'accorciano le gonne, spariscono le calze!
Ti spiace per davvero se ti strappo i pantaloni?
Marzo è pazzerello, aprile è caldo assai
maggio rigoglioso, giugno sì perfetto,
stavolta l'hai promesso, per sempre mia sarai.
No che non ti sciolgo. Stai lì legata al letto!
Il buio cede il passo, s'allunga la giornata
il caldo si fa forte e non smette d'aumentare,
adesso che tho presa e al letto incatenata
per sempre sarai mia e ci potremo amare!
Ma la fine fu diversa e l'amore ne risente
tu ti sei messa a urlare e per questa tua protesta
va a finire che in catene, ci sono finito io.
...M'han dato trent'anni e il tempo per pensare
alle morte stagioni, e alla presente
E viva, e 'l suon di lei. Cosi' tra questa
Infinita' s'annega il pensier mio:
E 'l naufragar m'e' dolce in questo mare.
(Courtesy of: Dylan Thomas & Giacomo Leopardi)
MA MI FACCIA IL PIACERE!
Considerazioni sulle "dichiarazioni" di Giuliana Sgrena
Io sarò un inguaribile scettico e - diciamocelo - magari anche un pochino di destra, ma ci sono delle cose che non mi tornano nelle dichiarazioni di Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto liberata la scorsa settimana con un'operazione che è costata la vita all'agente Nicola Calipari.
Il Manifesto dice che quello di Nicola Calipari è stato un "omicidio preventivo" (cioè premeditato?). Dice che gli americani "sparavano per uccidere" e quindi si tratta di omicidio. Dice Rossana Rossanda, editorialista di quel giornale (ma chi l'ha detto a Lei? Forse sarebbe il caso che ce lo facesse sapere...) che l'ordine era: "Quando passano quegli italiani, liquidateli". Naturalmente i soldati americani avranno risposto (urlando, come in "Full Metal Jacket"): "Sissignore, signor sergente! Faremo fuori i fottuti mangiaspaghetti, signore!" senza chiedersi perchè dovevano sparare su degli alleati. Ma si sa, i marines americani sono scemi.
La sig.ra Sgrena, poi, che spero fosse sotto choc per lo spavento quando diceva 'ste cose, ma non le pensi realmente, ha detto: "Avevano ragione i miei rapitori che mi hanno detto: <Gli americani non vogliono che tu torni, fai attenzione vicino all'aeroporto>". Che teneri! Prima la tengono prigioniera per un mese, minacciando di decapitarla, poi si preoccupano di avvertirla che altri la vogliono uccidere... Che il sequestro fosse un modo per proteggerla? E soprattutto,perchè non l'hanno finita, gli americani, anzichè portarla all'ospedale, se davvero volevano eliminarla? E già che c'erano non hanno "finito" anche gli altri due agenti che erano con lei, onde impedirgli di testimoniare? Probabilmente perchè non avevano più proiettili, poichè hanno sparato, pare, "oltre 400 proiettili" (qui è il marito della Sgrena che parla, da casa sua, in Italia. Un posto ottimale per vedere le cose con i propri occhi), tra l'altro dando prova di una mira di merda perchè su una macchina non blindata, con 400 colpi, sono riusciti a uccidere solo una persona su quattro (per pura "fortuna", oltretutto, visto che è stato colpito da un solo proiettile alla testa). Però una botta in testa, anche in mancanza di munizioni potevano ben dargliela, nei "20 minuti" che hanno aspettato prima di portarla in ospedale... Come sono privi di fantasia questi marines...
E ancora la sig.ra Sgrena dice che gli americani: "non vogliono che il nostro lavoro testimoni che cosa è diventato quel paese con la guerra e nonostante quelle che chiamano elezioni". Ora, fossi in lei mi chiederei cosa era PRIMA della guerra. Ma temo che non lo sappia, perchè prima di tutto non faceva notizia e soprattutto Saddam i giornalisti non li faceva entrare. Adesso i giornalisti entrano, e vanno persino in giro per le moschee a fare interviste (e a farsi sequestrare dagli amici di Saddam...), il che mi sembra un significativo passo in avanti. E se non sono elezioni, quelle in cui hanno votato - rischiando la vita - otto milioni di persone, cosa sono? Una festa di paese? Strane usanze hanno 'sti iracheni. Fanno le grigliate nei seggi elettorali. E come mai, se gli americani non vogliono che i giornalisti testimonino i fatti, ci sono in Iraq 10.000 giornalisti di tutti i paesi, a cui occorre tra l'altro garantire sicurezza, notizie, alloggio, ecc? Spareranno a tutti, probabilmente. Basta attendere. Per fortuna ci sono i terroristi che li sequestrano e gli salvano la vita. Del resto la Sgrena dice: "Durante la prigionia non mi sono mai sentita nemica dei rapitori". Credo che si chiami "Sindrome di Stoccolma" oppure, in questo caso: "faccia come il culo", perchè poco dopo dichiara che "non tornerò più in Iraq, visto che non ci sono le condizioni per fare informazione". O basta là? Non sarà mica che non si è divertita a stare con degli amici per un mese? Io fossi nei terroristi mi offenderei!
E - dulcis in fundo - cosa sa la Sgrena di così importante da giustificare un tentativo di omicidio plurimo, pur di farla tacere? (salvo poi ripensarci all'ultimo minuto). Lei dice che "gli americani non vogliono che si tratti per la liberazione degli ostaggi". Epperò, dico io, ormai la frittata era fatta, le trattative c'erano già state. L'ostaggio era stato liberato... Perchè spararle "dopo"? Ho una proposta per gli americani. Sparino prima a tutti i possibili ostaggi (un buon esempio di "guerra preventiva", tra l'altro), così risparmiamo il carburante dei C130 per riportarli in Italia, un sacco di telefonate transoceaniche tra Bush e il Berlusca, che con 'ste tariffe Telecom non si sa quanto ci costeranno e magari gli eroi - veri - come Nicola Calipari (l'unico che in tutta 'sta storia meriti davvero rispetto, secondo me) possono tornare a casa tranquilli dalle loro mogli e figlie.
Sono certo che la Sgrena ci farà sapere, appena esce dall'ospedale, tutto quello che sa di così pericoloso per l'America (è ben noto che Bush, nelle riunioni giornaliere con la CIA e l'NSA legge prima di tutto "Il Manifesto" per sapere quali informazioni sono filtrate dalle maglie dei servizi segreti) e che non mancherà di mandare un biglietto di ringraziamento ai suoi "amici" rapitori, per ringraziarli dell'ospitalità e degli avvertimenti preziosi che le hanno dato prima di congedarsi da lei.
MA MI FACCIA IL PIACERE!!
VERBALE DI INTERROGATORIO
Il giorno 24 del mese di febbraio dell'anno 2005 alle ore 17.00 di fronte a me, Antonio Locascio, Carabiniere Scelto in servizio presso la caserma di PratoFiorito (Bolzano), compariva, in qualità di testimone informata dei fatti, la singo sig.ra Diotallevi Cenerentola, di anni 17, figlia di n.n. e ivi attualmente affidata alla signora Imposimato Annunciata, alias "La Matrigna", giòà conosciuta presso questo comando per precedenti episodi legati allo sfrutamento di lavoro minorile (vedi verbale d'interrogatorio 455/843.1). La signora Diotallevi è stata convocata da wquesto comando in seguito all'indagine in corso per l'omicidio del sig. Azzurro Principe, di proffessione commerciante, il cui cadavere fubbe rinvenuto in data 20 febbraio c.a. presso il propio negozio di scarpe "Tacchi da Favola" sito in via del Castello 1, Pratofiorito (vedi rapporto di pattuglia n°323-41 e allegati). Interrogata dal sottosccritto circa i suoi movimenti alla data del de cesso del sig. Azzurro, la testimone, in presenza del propio avvocato d'ufficio, avv. Cacio Marcio (affidamento d'incarico n° 45677AA), così rispondeva: (trascrizzione da registrazione audio n° 1245-32 e segg. Facente le domande è il sottoscritto, rispondente, la Testimone)
T: "E' inutile che cerchiate ancora. Lo confesso. L'ho ucciso io, quel bastardo! E lo rifarei".
D: Ah, confessi, troia sitibonda! E perchè l'avrebbe ucciso, signorina?
T: ...non lo so... (pausa)...ero in crisi d'astinenza... un...un...rattus raus rap tus! Mi...aveva...ingannata!
D: Ti droghi pure, sgualdrina! Lei, signorina, fa uso di stupefacenti?
T: Si...qualche volta... ma non spaccio...
D: Quale tipo di stupefacenti?
T: La "fatina", quel nuovo tipo di crac krach kr crack che gira da un po in città. E' un vero sballo! Ma non lo spaccio... Sono vittima di cattive amicizzie
D: Mi racconti come si sono svolgettero i fatti
T: Per capire tutto bisogna partire dall'inizio...da due anni fa... Quella putt...la mia matrigna all'epoca, aveva cominciato a bere, una delle mie sorellastre era in galera per prostituzione e l'altra, Matricianah, lavorava in una biutifarm... faceva massaggi...particolari...aveva clienti importanti...calciatori, industriali...generali dei Carabinieri Polizia e si dava un sacco di arie. Sa come va, no? E' uomo anche lei generale, e anche un bell'uomo...
D: Non sono generale (ancora), continui
T: Io ero troppo piccola per lavorare nella biutifarm, anche se, maresciallo, mi creda, già a quell'epoca c'avevo le mie belle pere...guardi qua! Non sono belle? E' da quando c'o 13 anni che ce l'ò così! Ma la mia matrigna non voleva che mi sciupassi, diceva lei. In realtà voleva tenermi a casa per farmi fare i comodacci suoi, quella stronza, che da quando l'avevano arrestata per quella storia dello sfruttamento minorile, c'aveva una pauraaa! E allora mi teneva chiusa in casa e mi faceva fare i lavori di casa quando lei c'aveva dei clienti. Servire la colazione a letto, pulire la stanza, aiutare i clienti a rivestirsi, andargli a comprare le sigarette e i goldoni...pardon (ride) i preservativi e così via. E intanto lei ci dava che ci dava!
D: Che mestiere faceva la Matrigna..la sig.ra Imposimato?
T: E che volevi che facesse, tenente? La sgualdrina, faceva! Riceveva i clienti a casa e ci dava che ci dava! Ma non cè stato anche lei con La Matrigna? Si, che me lo ricordo!
D: Continui...
T: Ecco, è stato uno dei clienti della mia matrigna che mi ha fatto provare la "fatina", me lo ricordo benissimo! Un giorno mi ha dato un mezzo sacchetto di pastigline blu e mi ha detto: "tò, provale! Sono caramelline buone e ti spediscono in orbita!" e poi mi ha dato una gran pacca sul culo. Perchè io già allora c'avevo un gran bel fondoschiena, sa, Feldmaresciallo? Vuole vedere? Mi alzo?
D: Ehm...no, no... Come si chiamava il cliente, se lo ricorda?
T: Lo chiamavano "lupo cattivo", ma non so come si chiamasse... Comunque io ho preso una pastiglia e PAAAF! Ad un certo punto tutto è diventato rosa! (ride) Ho cominciato a vedere tutto strano! Mi ricordo che ho cominciato a parlare da sola e a cantare come la Vale: "Dammi tre paroooole...sole, cuooore..", ha presente, no, monsignore?
D: Non sono monsignore. Vadi avanti.
T: Eh, c'è poco da dire... da quel giorno ho cominciato a prendere 'ste pastilie pastiglie e ogni volta andavo in orbita! Parlavo, diventavo simpa, sa sergente, io sono sempre stata un po' chiusa, ma quando prendevo le pastiglie cominciavo a parlare con tutti, persino con gli animali, con i topolini che giravano in casa (cen'erano 2 simpaticissimi!) (ride) e a fare le cose maiale tutta da sola chiusa nella stanza o in bagno! E quando a scuola mi chiedevano cosa facevo tutto il giorno in casa, io dicevo sempre: "faccio le pulizie! La mia matrigna e le mie sorelle mi obbligano a pulire e a cucinare e non posso più studiare!" E invece ero sempre in trip e mi toccavo tutto il tempo!
D: Hai capito la maiala! Arriviamo al movente dell'omicidio, per favore!
T: Eh, cosa vuole che le dica, Oberfuhrer, un bel giorno ho saputo da Matricianah, la mia sorellastra, che a casa del Principe c'era un festino. Organizzava mia sorella con le sue amiche e c'erano proprio tutti: lo Sfregiato, Moana, Spillo, Pippo o' fetuso, il Buzzicone...insomma, tutti quelli che contavano nel quartiere! Io ci volevo andare, ma la mia matrigna me l'ha impedito. Mi diceva: "no, che quelli lì ti ciucciano come uno spiedino! Sei un tal bocconcino che non ne esci viva! Meglio se te ne stai a casa a guardare "Amici di Maria de Filippi!" Però io di guardare la maria, non c'avevo voglia, che quella lì sembra un maschio un po' rauco e mi fa una tristezza... E allora alla sera, che non c'era la mia matrigna, ho deciso di fare un viaggio...ma un viaggio... E mi sono presa TRE pastiglie in un colpo solo! Oh! Sapesse che botta! Ho cominciato a sentire le voci! E mi dicevano: "uè, bella, sali in carrozza che ti portiamo dal principe!" E io mi credevo che a parlare fossero i topi! Cosa c'avevo nella zucca?! ERo fatta come un cavallo! Mi sono creduta che sul letto ci fosse un vestito bellissimo (e invece era un grembiule da cucina che m'avevano lasciato da ricucire!) e mi sono vestita che mi guardavo allo specchio e mi sembravo una pricni pori principessa! E allora mi sono detta: "fanculo! Alla festa ci vado anch'io, che Spillo mi fa entrare di sicuro". Tanto poi torno prima di mezzanotte e non se ne accorge nessuno! Eh, maggiore, deve capire...ero fatta come un cammello! E allora mi sono messa il grembiule, ho fottuto un paio di scarpe con i taccazzi a mia sorella, che tanto stava al gabbio e sono uscita che a momenti non stavo nemmeno inpiedi! Sa che davanti alla porta mi sono messa persino a parlare con una zucca? Che era allouin hallouin e c'erano quei cocomeri con la candelina dentro. E io ci ho detto: "mi accompagni te alla festa?" e mi sembrava che lui mi rispondeva e mi diceva: "Si, si, dai sali qui che ti porto in carrozza!". E così, più fuori che un balcone, com'è, come non è, sono arrivata davanti alla casa del Principe! La porta era aperta e sono entrata...
Tu bi continued To be continued...
ERA UNA GIORNATA BUIA E TEMPESTOSA...
Riflessioni sulla vita, le donne e i crauti
Giornata invernale, senz'altro. L'ideale per starsene chiusi in casa a riflettere e a tirare somme. E quale miglior argomento di riflessione se non le donne?
Un tantinello monomaniaco, mi direte. Non hai parlato d'altro negli ultimi 10 post... Si, è vero, sarà la primavera.
Ormoni a parte, però, il fatto è che parlare delle donne è facile e divertente. Si può dire tutto e il contrario di tutto e non si rischia di sbagliare. Il principio del terzo escluso non vale. Ve ne sarete accorti discutendo con la vostra fidanzata, vostra moglie o la mamma (vostra o di qualcun altro non importa... le mamme son sempre mamme).
Sentire parlare di donne, poi, interessa a tutti: ai maschietti perchè in fondo impiegano l'80% del tempo in cui usano il cervello (un paio di minuti al giorno) per cercare di capire come ragiona l'altra metà della mela (e come indurla a togliersi i vestiti, eventualmente)
E alle donne, perchè vogliono vedere se si parla di loro (Giovanni, ehi, guarda, su questo blog c'è uno che scrive di me!! Chissà chi è? Mi conosce proprio bene!)
Ma il vero motivo per cui, in questa giornata uggiosa, voglio parlarvi delle donne che ho incontrato, è che - alla veneranda età di 33 anni - mentre molti miei amici sfornano figli e si avviano con il sorriso sulle labra verso sfolgoranti carriere di padri e mariti esemplari, io, rigorosamente single e incrollabilmente convinto che l'unica differenza fra me e un adolescente stia nel fatto che a me la banca concede la carta di credito senza la garanzia dei genitori, sto cominciando a chiedermi quale sia la linea di confine fra un uomo dai gusti difficili e uno sfigato.
A voi l'ardua sentenza:
LA SCONTENTA
L'ho incontrata la scorsa estate. Bella da far male, intelligente quanto basta ("quanto basta" è un intervallo compreso fra un massimo corrispondente al QI di un cercopiteco e un minimo dato dalla formula x/T dove x è il QI del cercopiteco e T è la misura delle tette della fanciulla), con gli occhioni da cerbiatta e un'incrollabile abitudine a farsi consolare.
Per tutto: per il lavoro, per l'ex fidanzato, per la casa che era trooppo grande, per la mamma che era troppo bella, per la rata del gas che era troppo alta, per il filetto troppo cotto...per qualsiasi cosa! Ora, naturalmente non ho nulla contro la vecchia parte del "maschio consolatore, saggio e dispensatore di consigli", basta che non superi le tre serate e che alla quarta si passi al genere: "maschio consolatore che stringe tra le braccia fanciulla consolata, dopo amplesso da film porno". Altrimenti diventa la ben nota e famigerata parte del "povero stronzo".
Così, al quarto incontro, mentre mi allungava un vino da 30 Euro la bottiglia, piangendoci dentro, perchè la sorella le
NON FUMARE FA MALE ALLA SALUTE...
QUARTO GIORNO SENZA SIGARETTE...MI SONO PRESO L'INFLUENZA!
Argh, snarl... Arf, ma soprattutto: Etchuuu! Eh già! Al quarto giorno di astinenza dal fumo (si vede che lo considero un traguardo?) anzichè sentire i miei polmoni ridere felici, le mie vie aree sgombre e il mio cuore che batte egagro al ritmo di un tango (non sono certo che sia un ritmo sano per un cuore, ma rende l'idea...) come predicano i vari opuscoletti del perfido Sirkia, mi sono preso l'influenza!! Il cuore vabbè, ma ho una gola che sembra cartavetro, gli occhi lucidi, le vie aree una schifezza e ho pure la febbre!!
MA COME?!? Due mesi di inverno aspirando un pacchetto al giorno, trascorsi senza nemmeno uno starnuto e adesso che smetto di fumare e che ero convinto di poter dire al perfido virus: "noli me tangere!" mi ammalo? Qui qualcuno sta barando. Finito questo post, intraprenderò una lunga sessione di meditazione Zen per andare a parlare al mio corpo e fargli un cazziatone spaventoso! Da un corpo come lui mi aspettavo di meglio. E come se non bastasse l'influenza, ho pure voglia di fumare! Almeno una volta, con il mal di gola, mi passava!
Influenza a parte, però, devo dire che i benefici dell'astensione dalle "bionde" si cominciano a far sentire! Ad esempio sento gli odori più forti. Puzza di merda, fogne intasate, gente poco lavata erano tutte sensazioni che mi mancavano fino a quattro giorni fa. Adesso basta che so, una persona che da un paio di settimane non fa una doccia, per titillare le mie narici! Che bello...
Anche casa mia, poi, ne ha guadagnato. Basta con l'odore perenne di fumo che "incrostava" le pareti! Basta con la nebbiolina bassa e i portaceneri pieni! Adesso aria nuova, nuove sensazioni, nuovi profumi! Si...a essere pignoli resta l'odore di fritto e quello di cavolo bruciato che fanno molto caserma tedesca, ma non si può mica avere tutto...
Infine, last but not least, non so se sia la primavera o l'astensione dal fumo, ma anche i miei sensi si sono risvegliati... Che è un modo elegante di dire che i miei ormoni stanno mugghiando come una locomotiva infuriata! (non sono certissimo che le locomotive si infurino, ma visto che - a sentire Guccini - si danno alla lotta di classe, non vedo perchè non dovrebbero anche innervosirsi). Tanto per rimanere in tema, avete presente la canzone "fischia il vento, urla la bufera" che ad un certo punto mi pare che dica "...ad ogni donna, lui gli va un sospir...". Ecco. Uguale. Fumo o primavera? Ai poster l'ardua sentenz.
NON SO COSA E' MEGLIO...
Anestesia o non anestesia? Questo è il problema...
Il dentista è stato d'accordo con me che la tronculare fosse un'anestesia fastidiosa e allora ha deciso che se ne poteva fare a meno...
Non so se ho fatto un buon affare. Continuavo a ripetermi che non potevo aver paura di una persona che in fondo pagavo (ehi, ma io ho paura di tutte le persone che devo pagare, compresa la padrona di casa!) e quello non finiva più di trapanare furiosamente... Ad un certo punto ha anche cominciato a canticchiare (ma tutti dei melomani fottuti questi dentisti?) però ha smesso subito quando ha incrociato il mio sguardo. Non mi riesce mai di essere particolarmente eloquente quando un sacco di gente sta passeggiando nella mia bocca con degli strumenti accuminati, ma in questo caso devo essere stato molto chiaro... Se avesse proseguito a cantare, probabilmente gli avrei stretto gli ammennicoli (giusto all'altezza della mia mano) fino a farlo diventare una voce bianca... deve averlo capito... Non tollero che si canticchi mentre mi si trapana! Uno si fa prendere da un acuto e ZAC! Io fischio attraverso una gengiva per il resto della mia vita.
A questo punto avrei una cosa da chiedervi: Ma anche il vostro dentista vi fa delle domande stupide mentre avete dai 6 ai 12 strumenti in bocca e l'unica cosa che riuscite a produrre sono dei gorgoglii?
Il mio oggi mi ha chiesto se sapevo chi fosse Ivan Fleming. L'ha chiesto a me e alla sua (bellissima) infermiera.
Io avrei voluto dirgli che:
1) Sapevo perfettamente chi fosse Fleming (l'inventore della penicillina)
2) Non si chiamava Ivan, ma Alexander e lui si stava confondendo con l'altro Fleming, quello che si chiamava Ian e aveva inventato James Bond (un'altra invenzione utile, se vogliamo, ma molto meno utilizzabile in medicina, a parte un po' di small talk con i pazienti, mentre gli si sta infilando un catetere...)
L'unica cosa che sono riuscito a produrre, però, è stato uno stupido gorgoglio, visto che nel frattempo stava proseguendo inanemente a trapanarmi un dente del giudizio,mentre la sua infermiera cercava di vedere quanti kilojoule di forza avrebbe dovuto impiegare per strapparmi la guancia tirando furiosamente con lo specchietto (credo fosse uno specchietto, anche se la sensazione era che fosse un rampino da abbordaggio, ma mi sembra non li usino in odontoiatria). Indagine che ha proseguito con il massimo impegno per tutta la durata della seduta, con il risultato che adesso mi vengono molto male tutte le sibilanti e parlo grosso modo come Kermit la rana, del Muppet Show.
A mia discolpa va detto che anche la sua infermiera ha emesso un identico gorgoglio, mentre si appendeva alla mia guancia, e ci tengo a puntualizzare che lei, diversamente da me, non aveva nulla in bocca, a parte la mascherina!
Dopo di che, non contento di averci raccontato chi fosse Fleming (che insisteva a chiamare Ivan) ci ha esposto anche tutta una lunga teoria sul concetto di male e di divinità (il mio è un dentista molto filosofico, o completamente pazzo, dipende dalle versioni) e proprio mentre discettava sull'interessante concetto di male come assenza di bene (una lettura un po' "scolastica", nel senso di S. Tommaso, se vogliamo, ma non del tutto campata in aria), il trapano ha raggiunto la polpa del dente e io ho fatto un sobbalzo sulla sedia, dando una mia personale lettura del concetto di "male", inteso come "male porco" o assenza di attenzione da parte del dentista, accidenti a lui!
Ma anche i vostri dentisti fanno così? Cosa li induce a essere così loquaci con della gente che, a parte l'occhio pallato e la sudorazione copiosa, non fa altro che dire: "GRRLFFARRRGGLLLURGH"?
IL MARATONETA VERSIONE TORINESE
Sono un coniglio e lo confesso...
Avete presente la scena de "Il Maratoneta" in cui al povero protagonista trapanano i denti senza anestesia? Ecco, io ho sempre pensato che in quell'occasione avrei confessato qualsiasi cosa, anche a costo di inventarla!
Stamattina, fra un'oretta, devo andare dal dentista, per una semplice otturazione. E' su un dente del giudizio, va bene, e quindi l'anestesia è un po' più sgradevole (tronculare, credo che si chiami... una roba fastidiosa che tende ad addormentarti metà faccia per un paio d'ore e a farti parlare come un imbecille per mezza giornata). Mi sono scoperto ad essere in "ansia" da ieri sera. Sarà che l'ultima volta che me l'hanno fatta, il dentista era un cane e mi ha "siringato" il nervo (mentre cantava una romanza, me lo ricordo benissimo!) e io ho fatto un salto come se avessi cacciato due dita nella presa, ma stamattina sono letteralmente in panico!
Mentre facevo la doccia, mi sono scoperto a fare "training autogeno" per calmarmi davanti allo specchio e improvvisamente mi sono reso conto di essere un coniglio. Ma come? Per secoli, uomini molto migliori di me (forse il segreto sta in questo...erano migliori?) hanno affrontato senza battere ciglio: pinze roventi, plotoni d'esecuzione, roghi e altre simpatiche invenzioni dell'umanità e io ho una fifa fottuta per un po' di anestesia! Nemmeno dovessero trapanarmi i denti da sveglio! Dovrebbe farmi molta più paura il fatto di dover, dopo, saldare il conto del dentista, che riporta una lunga serie di operazioni dei mesi scorsi e quindi probabilmente sarà un salasso bancario, quello si senza anestesia! Quindi ho deciso che, entrando dal dottore, ricorderò mentalmente tutti i grandi martiri della storia, da Giordano Bruno a Galileo, da Muzio Scevola a Salvo D'Acquisto e affronterò senza paura la siringa dell'anestesia.
Fin qui la teoria.
La verità è che devo smettere di scrivere perchè mi si annebbia la vista e devo andare a casa a farmi una doccia perchè sto sudando come un cammello... :-(
Che eunuco! 
VOGLIO TUTTO!
Alcune considerazioni sulle chiavi di ricerca con cui si arriva qui
Nei miei momenti d'ozio, che sono disgraziatamente sempre meno, ogni tanto vado a vedere le statistiche di Shinystat relative a PausaPranzo (non chiedetevi "cos'è?". E' il blog che state leggendo. C'è scritto lassù in alto, vedete?).
Non mentite, lo fate tutti (non con il mio blog, con il vostro!). Io, ad esempio, rimango immancabilmente deluso dal fatto che le visite giornaliere siano così poche (non con il vostro, con il mio). Voglio dire, non è che voglia le stesse statistiche di Google, ma 14 pagine al giorno, se togliete le 10 in cui vengo a vederlo io, sono veramente poche! Vuol dire che oltre a me, mia mamma, un paio di amici e il mio cane (ma solo quando si parla di lui), non viene nessuno! Ho un po' l'impressione di parlare da solo... (sport che, per altro, mi riesce benissimo, al punto che ormai ogni tanto vado in giro con l'auricolare del telefonino nell'orecchio, per dissimulare il fatto che sia immerso in un - ovviamente interessantissimo - soliloquio in mezzo alla strada, come uno di quei vecchietti un po' rinco che bestemmiano da soli!).
In ogni caso, oggi, andando a vedere le "chiavi di ricerca" attraverso le quali la gente è finita sul mio blog, mi sono scoperto a fare alcune considerazioni interessanti. Che gente c'è dietro queste strane ricerche? Proviamo a immaginarlo: In rosso la chiave di ricerca e sotto, in blu, la mia ipotesi:
Immagine Pausa Pranzo
Un pittore astratto a cui è stato commissionato un ciclo di affreschi dedicato al "Lavoro d'ufficio". Transavanguardia pura. Tutto facile finchè si è trattato di rappresentare la "Cazziata del capo" (un po' simile a "Guernica" di Picasso) e il polittico della "Coda alla stampante" (una lunga fila di persone su un cielo azzurro, con una grossa stampante viola sullo sfondo...un po' Magritte, un po' overdos di cocaina...). Però per il soggetto della "pausa pranzo" proprio non aveva idee e allora ha provato a cercare su Google. Purtroppo per lui è finito sul mio blog. Ed è subito tornato a farsi di coca.
Mi sono tolta le scarpe
A parte il fatto che non so dove ci sia scritto, sul mio blog, "mi sono tolta le scarpe" e per quale diavolo di motivo google referenzi il mio sito con questa strana chiave, ma cosa voleva sapere colei o colui il quale ha scritto 'sta cosa? Una segreteria esausta che, arrivata in ufficio dopo una lunga coda alla stampante, stremata da ore di attesa in piedi, si è accasciata alla propria scrivania, ha gettato in un angolo le scarpe con i tacchi a spillo imposti dalla policy aziendale e, con i piedi sulla sedia di fronte, ha cercato altre compagne di suole e metatarsi fumanti?
Oppure (più sordido) un feticista che cercava racconti pruriginosi su donne scalze (o scalzate di fresco, visto che si sono appena tolte le scarpe) ed è invece finito sulla storia universale del surgelato? Si sarà masturbato furiosamente davanti alla foto del mio cane? Che schifo! 
Cappellini corna sci
Qui è facile. U/n minotauro che cerca un cappello per ripararsi le corna mentre scia... Capirai, con tutte quelle estremità esposte, a uno gli viene freddo. Soprattutto se è abituato alla Grecia Antica e invece finisce a St. Moritz.
Pausa pranzo lavoro
Facile. Cercava un doppio lavoro, nella pausa pranzo del primo, per integrare lo stipendio.
Pausa pranzo sesso
Meno facile... Cercava qualcuna disposta a fare sesso nella pausa pranzo? Cercava una prostituta che accettasse ticket restaurant? Un'azienda che promettesse, come benefit, del sesso dall'una alle 14.30? Oppure (più sindacalistico) è un attore di film hard che cerca un nuovo incarico a patto che garantisca una pausa per il pranzo? E se fosse un film hard? (Sono un manzo in pausa pranzo, oppure Sesso Ganzo in Pausapranzo)
Pistola pallini piombo
2.94% delle ricerche. Secondo me dovrei avvertire la polizia...
Voglio lupo italiano
E chi se ne frega? E' Google, mica la Lampada di Aladino!
Ehi...un momento...e se fosse? ("voglio megan gale..."; "voglio un conto in banca"... "voglio una biro a pois"... )
Poi ci sono due che amano la vita comoda:
Soluzione cubo di Rubik
Eh, ma che gusto c'è? E poi c'è ancora qualcuno che ci gioca? Ma pensa...
Soluzione Universale Rubik
L'altro si accontentava del cubo. Questo vuole una ricetta per risolvere i mali del mondo... Oppure un digestivo cecoslovacco (come la "soluzione Schoum", ma più amaro...).
Non so.
LAMENTO DI UN SUCCHIASANGUE
Buonanotte
Sono Drakhan Van Darken II, Conte di Harenstack.
Prima di tutto vorrei ringraziare S@rk@stiko, qui, per avermi invitato a scrivere su questo Blog. So che non lo legge quasi nessuno, (del resto scrive solo cazzate), ma io spero che quei pochi lettori che ci sono bastino per consentirmi di far valere le mie lamentele. E che i miei scritti siano come una palla di neve che fa cominciare una valanga. Perchè, signori, io non ne posso più!
Avete idea di cosa significhi al giorno d'oggi,
essere un vampiro? 
So che non molti di voi hanno questo privilegio, ma quei pochi potranno capirmi benissimo, ne sono certo!
Prima di tutto la parola "vampiro" ha assunto una connotazione negativa. "Quello là è un vampiro!" mi ha detto l'altro giorno uno al bar. Io mi sono voltato speranzoso, convinto di trovare un mio simile, e invece si trattava del padrone del bar che fa, in effetti, dei prezzi allucinanti! Allora, voglio dire...perchè non si può dire: "handicappato", ma si deve dire "svantaggiato", perchè non si può dire: "frocio", ma si deve dire "Gay" o "Negro di merda", ma "ragazzo di colore diversamente olezzante" e invece si può dire tranquillamente "vampiro", anzichè "diversamente morto" o "con gli incisivi meglio sviluppati"? Non è giusto!
La letteratura ci rappresenta come "i signori della notte". Figure romantiche e inquietanti, ammantate in lunghi mantelli neri e con facce esangui e misteriose. 
Bene! Voi avete idea di cosa significhi andare a comprare un mantello al giorno d'oggi? Prima di tutto non vanno più di moda e per trovarli devi girare un sacco di posti. Poi, quando li hai trovati, se va bene in una sartoria teatrale, scopri che non tengono mai aperto di notte e quindi ti tocca aspettare che sia dicembre inoltrato per andarli a comprare, in modo che alle cinque sia già buio. E poi? Poi non riesci mai a capire come ti sta addosso perchè con 'sta storia che la nostra immagine non si riflette negli specchi, è un casino pazzesco. A parte che - invariabilmente - il commesso fugge urlando e non riesci mai a sapere se ti può fare l'orlo, oppure no, ma anche capire se hai l'aspetto di un cretino, con quei 10 kg di cappa addosso, non è facilissimo!